giovedì, 29 Febbraio 2024

Covid 19, l’incubo continua: aumentati i contagi. In crescita anche il numero dei ricoveri e dei morti.

I nuovi casi sono in aumento in 80 province, con Matera che ha visto un aumento del 60%, mentre 21 province hanno registrato una diminuzione dei nuovi casi.

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Il report della Fondazione Gimbe evidenzia un significativo aumento dei casi di COVID-19 in Italia. Dopo un mese di stabilità, i nuovi casi settimanali sono aumentati del 94,3%, passando da 26.855 a 52.175 nella settimana dal 23 al 29 novembre. L’incremento è accompagnato da un aumento del 58,1% dei posti letto occupati da pazienti COVID-19 in area medica e del 71,7% in terapia intensiva durante il periodo dal 2 al 29 novembre.

L’incidenza dei nuovi casi varia da regione a regione, con l’Umbria che ha registrato un aumento del 32,3% e il Veneto del 3,7%. I nuovi casi sono in aumento in 80 province, con Matera che ha visto un aumento del 60%, mentre 21 province hanno registrato una diminuzione dei nuovi casi.

I decessi per COVID-19 in Italia sono raddoppiati nelle ultime 4 settimane, passando da 148 nella settimana dal 26 ottobre al 1 novembre a 291 nella settimana dal 23 al 29 novembre, per un totale di 881 decessi. Questi decessi sono quasi esclusivamente a carico degli over 80, con un tasso di mortalità che sale a 23 per milione di abitanti nella fascia 80-89 anni e 46 per milione di abitanti negli over 90.

La campagna vaccinale anti-COVID è descritta come “al palo”, in particolare per gli anziani e i fragili. Negli over 80, la fascia più suscettibile a ricoveri e decessi, solo il 7,4% della popolazione è stato vaccinato, con differenze significative tra le regioni. Il tasso di copertura nazionale per gli over 60 è del 4,9%, con notevoli disparità regionali.

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha evidenziato che l’incremento della circolazione virale coincide con il declino della copertura immunitaria, aumentando i ricoveri ordinari e i decessi. Ha citato fattori come la “stanchezza vaccinale” e la disinformazione sull’efficacia e sicurezza dei vaccini, oltre a problemi logistico-organizzativi, come il ritardo nella consegna e distribuzione dei vaccini, la mancanza di coinvolgimento di farmacie e medici di medicina generale e difficoltà nei portali web di prenotazione.

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