giovedì, 29 Febbraio 2024

Cop28, Al-Jaber si difende: ”Siamo qui perché crediamo nella scienza”

Nella conferenza stampa indetta a sorpresa nella mattinata di ieri, il Presidente della Cop28 Al-Jaber ha risposto alle critiche e accuse arrivate sia dal mondo scientifico che degli attivisti a seguito del video diffuso nella giornata di ieri dal Guardian. “Siamo qui perché crediamo e rispettiamo la scienza”

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Una conferenza stampa a sorpresa organizzata dal presidente della Cop28, Al-Jaber nella mattinata di ieri, lunedì 4 dicembre ha distolto l’attenzione dai temi previsti da calendario della conferenza. Nella giornata di domenica 3 dicembre il Guardian aveva infatti reso noto un video in cui Al Jaber sosteneva che una uscita dai combustibili fossili non permetterebbe uno sviluppo sostenibile, “a meno che non si voglia far ritornare l’umanità nelle caverne”. Le sue parole avevano scatenato la reazione non solo del mondo scientifico, ma anche le proteste dei giovani attivisti, sia sui social che a Dubai: “La scienza è chiara, uscire dai combustibili fossili”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Jim Skea, presidente del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), che in un post ha dichiaratoLa conferenza stampa di oggi alla Cop28 col Presidente Al-Jaber è una opportunità per presentare fatti e numeri scientifici”.

Durante la conferenza stampa il Presidente della Cop28 ha innanzitutto sottolineato il suo rispetto per la scienza: Siamo qui perché crediamo e rispettiamo la scienza. Il 43% delle emissioni globali deve essere ridotto entro il 2030”. Ha inoltre difeso la Conferenza di cui è a capo, rivendicando la portata storica al primo giorno di lavori, di un accordo importante come quello Loss and Damage. Ha voluto poi riportare l’attenzione sulle decine di miliardi che le diverse Nazioni partecipanti hanno promesso di versare in questi primi 4 giorni di Cop. Infine, ha parlato di come i media mondiali, a suo parere, abbiano mal interpretato le sue parole. “Credo sinceramente che ci sia stata confusione, rappresentazione errata e interpretazione errata. Permettetemi di presentarmi. Ho un background in ingegneria. La scienza, il mio rispetto per la scienza, la mia passione e la convinzione nella scienza mi hanno permesso di avanzare nella mia carriera”. Aggiungendo poi “la riduzione e l’uscita dai combustibili fossili è essenziale. Deve essere fatta in modo ordinato, equo, giusto e responsabile”.
I lavori di ieri
La giornata tematica di ieri si è concentrata su alcuni aspetti chiave: finanza, commercio, uguaglianza di genere e responsabilità. Finanza e sistemi di commercio devono infatti subire un cambiamento drastico e rapido se si vogliono raggiungere gli obiettivi climatici mondiali. Tra le azioni da mettere in campo: la riforma del sistema finanziario internazionale, la fornitura di un maggior sostegno agevolato, lo sviluppo di mercati finanziari sostenibili e il rafforzamento dei mercati volontari del carbonio. Inoltre, la Cop28 introdurrà il ruolo del commercio come mezzo per una crescita equa e rispettosa del clima, compresa la decarbonizzazione della catena di approvvigionamento, la transizione e resilienza.
Giornata per l’uguaglianza di genere
Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), 1,2 miliardi di posti di lavoro, che rappresentano il 40% della forza lavoro globale, sono a rischio a causa del riscaldamento globale e del degrado ambientale. Si prevede che le donne saranno le più colpite a causa della loro elevata rappresentanza nei settori particolarmente suscettibili ai cambiamenti climatici. La transizione verso un’economia sostenibile e a basse emissioni di carbonio porterà sia all’eliminazione e alla trasformazione di alcuni posti di lavoro, sia alla creazione di nuovi ruoli. Ministri e funzionari di alto livello hanno quindi concordato una serie di impegni per sostenere l’emancipazione economica delle donne e garantire che i mezzi di sussistenza delle donne siano protetti durante questa transizione.

Il Climate Change High-Level Champion Onu per la presidenza della COP28  Razan Al Mubarak ha affermato: “Il cambiamento climatico non è neutrale rispetto al genere: ha un impatto sproporzionato su donne e ragazze. La crisi climatica amplifica le disuguaglianze di genere esistenti e rappresenta una seria minaccia per i mezzi di sussistenza, la salute e il benessere delle donne. Per realizzare una transizione giusta, dobbiamo riformare l’architettura del sistema finanziario globale e garantire flussi finanziari alle regioni e alle persone che ne hanno più bisogno. Ma dobbiamo anche investire nell’emancipazione economica delle donne per garantire che nessuno venga lasciato indietro”.

Il lavoro di ieri tra ministri ed alti funzionari è culminato nell’annuncio di un nuovo partenariato COP28 per una transizione giusta e per azioni per il clima attente al genere da parte della presidenza della COP28, ed è stato approvato da oltre 60 parti. L’attuazione sarà esaminata in una seconda convocazione durante la COP31.

Il bilancio di genere della Cop28

Come per le precedenti edizioni della conferenza, Carbon Brief ha analizzato il bilancio di genere di questa Cop, esaminando i dati sui partecipanti forniti dall’UNFCCC. A differenza però degli anni passata, nell’elenco reso noto non erano presenti titoli che potessero aiutare a identificare il genere. Carbon Brief ha quindi eliminato dall’analisi quei partecipanti, arrivando a determinare che il bilancio di genere della Cop28 vede il 62% dei partecipanti uomini e il 38% donne. Per quanto riguarda il Vertice mondiale sull’azione per il clima invece, dei 133 capi di stato e governo che avevano partecipato, si erano contate solamente 15 donne.

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