venerdì, 23 Febbraio 2024

Dubai, conflitti d’interessi e obiettivi ambiziosi: inaugura oggi la Cop28

La Conferenza delle Parti (COP) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) si terrà da oggi al 12 dicembre prossimo a Dubai. Grandi attese per la definizione dei dettagli dell'accordo su Loss and Damage raggiunto al termine della Cop27 e per il controllo sul rispetto degli impegni presi, dettato dal Bilancio Globale. Ma anche dubbi e perplessità per i conflitti di interessi della Presidenza della Cop28.

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Il 30 novembre comincia a Dubai la Cop28, Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Imperativo raggiungere un accordo sull’immediata eliminazione dei combustibili fossili, ma uno sfacciato conflitto di interessi minaccia la credibilità della conferenza stessa“. É proprio con questo tweet di Amnesty Italia, che si può riassumere il clima che si respira intorno alla Cop28, che inaugura oggi a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, per concludersi il 12 dicembre prossimo.

Conflitti di interessi

Come ogni anno, la Conferenza delle Parti (COP) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), si riunisce per determinare ambizioni e responsabilità e per individuare e valutare le misure in materia di clima. La Cop28 di Dubai sarà presieduta da Sultan Ahmed Al-Jaber, Ministro dell’Industria e della Tecnologia degli Emirati Arabi Uniti e inviato speciale per il clima. I dubbi per l’incarico dell’organizzazione della conferenza a uno dei maggiori produttori di petrolio sono tanti. Gli Emirati Arabi Uniti sono infatti tra i membri fondatori dell’OPEC, l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio. Settimo produttore mondiale di greggio, prevedono inoltre un aumento dei limiti di produzione del 2024. La notizia nello scorso gennaio della nomina proprio di Al-Jaber come presidente della Cop28, non ha fatto che accrescere ulteriormente dubbi e diffidenze sul reale buon esito della conferenza, in termini di accordi e impegni, in primis del Paese organizzatore. Al-Jaber è infatti amministratore delegato della compagnia petrolifera statale, ADNOC, oltre che dell’azienda statale di energie rinnovabili, MASDAR. Che compare anche tra i partner principali, definiti anche come “compagni di percorso”, della Conferenza.

Alla vigilia dell’inaugurazione della Cop28, dubbi e diffidenze hanno trovato ulteriore terreno fertile. Giornalisti indipendenti del Centre for Climate Reporting che lavorano a fianco della BBC, hanno infatti reso noto di aver ottenuto documenti riservati, in cui trapela la volontà della presidenza della Cop28 di sfruttare la conferenza per stringere nuovi accordi globali per gas e petrolio. Justin Rowlatt, editore in tema di clima per BBC news, ha pubblicato questi documenti riservati lo scorso 28 novembre. Preparati dal team della presidenza della Cop28, prevedevano incontri con almeno 27 governi e prospettavano punti di discussione che riguardavano anche la volontà di ADNOC di collaborare coi diversi paesi per sviluppare progetti di combustibili fossili. Ahmed Al-Jaber ha smentito di aver abusato della sua posizione per concludere questi accordi, mentre il team della presidenza Cop ha ammesso di aver approfittato delle riunioni della conferenza per colloqui d’affari, ma che il fulcro della discussione erano “significative azioni climatiche”.

Nonostante queste smentite, altre importanti testate hanno deciso di approfondire la questione del conflitto di interessi e della violazione degli standard di condotta che ci si aspetta dal presidente di una Cop. Il Guardian ha reso pubblici nella giornata di ieri, mercoledì 29 novembre, ulteriori documenti riservati in cui è l’industria della carne a voler utilizzare la Conferenza per convogliare messaggi ad hoc. I documenti sono elaborati dalla Global Meat Alliance, associazione finanziata dai marchi del settore. In essi emerge la volontà di far passare il messaggio che la carne sia una fonte di alimentazione sostenibile.

Cosa ci si aspetta dalla Cop28

Alla Conferenza prenderanno parte i delegati di 198 Paesi. Sono previsti 70.000 partecipanti, il numero più alto di sempre. Tra questi non si conteranno però il Presidente degli USA Biden e il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping. Inoltre, la presenza di Papa Francesco, data per confermata fino ai giorni scorsi, è stata però annullata per problemi di salute del pontefice.

La Cop28 si terrà a Dubai nel quartiere Expo City in due aree separate. La “Blue Zone” (zona blu) gestita da UNFCC e aperta solamente ai membri accreditati e ai delegati. Al suo interno saranno ospitati i negoziati e il Vertice Mondiale per il clima del 1° e 2 dicembre. E la “Green Zone” (zona verde) aperta a tutti e gestita dalla presidenza della Cop28. Sarà lo spazio che accoglierà i delegati non accreditati, compresi i gruppi dei giovani, la società civile, le Ong, il settore privato e i gruppi indigeni.

Tra i punti chiave da affrontare in questi giorni, ci sarà innanzitutto la definizione dei dettagli operativi dell’accordo per la creazione del fondo Loss and Damage (fondo perdite e danni), faticosamente raggiunto al termine della Cop27 tenutasi a Sharm el-Sheikh nel novembre 2022. Altrettando importante sarà il cosiddetto Bilancio Globale (Global Stocktake – GST). Meccanismo previsto dall’Articolo 14 dell’accordo di Parigi, prevede la revisione ogni 5 anni degli obiettivi raggiunti da ogni paese aderente in merito alla riduzione delle emissioni di cui sono responsabili. Per rispettare l’obiettivo di contenimento della temperatura media globale il più vicino possibile a 1,5° C.

Grandi aspettative dunque, ma accompagnate da dubbi e perplessità altrettanto importanti. “Cacciate le lobby dei combustili fossili, sono criminali“. Così urlavano giovani attivisti nel corso della Cop27 dello scorso anno. Se avessero saputo delle debole premesse sulle quali sembra fondarsi la Cop28, avrebbero forse urlato ancora più forte. O, forse, è quello che faranno nei prossimi giorni?

Sultan Ahmed Al-Jaber, presidente della Cop28. Fonte sito ufficiale Cop28

Conferenza stampa del team della presidenza. Fonte profilo X di Cop28

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