giovedì, 9 Febbraio 2023

Cop27, approvato fondo per Loss and Damage: “Si è fatta la storia”. Unione Europea: “Potevamo fare molto di più”

L'accordo raggiunto nella nottata, oltre i termini, salva l'obiettivo di mantenere entro 1,5 gradi il riscaldamento globale, ma si rivela debole sull'approccio all'eliminazione dei combustibili fossili. Guterres: "Il nostro pianeta si trova ancora al pronto soccorso"

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Si è fatta la storia oggi alla Cop27. A Sharm El-Sheikh le parti hanno concordato la creazione del tanto atteso fondo Loss and Damage per aiutare i Paesi in via di sviluppo che sono particolarmente vulnerabili alle conseguenza avverse dei cambiamenti climatici“.

Dopo due settimane di intensi negoziati e oltre i tempi ufficiali della Conferenza, la richiesta dei ristori per perdite e danni è stata infine approvata. Per anni i rappresentanti dei Paesi più poveri hanno spinto per ottenere un fondo che li aiutasse a pagare appunto per i danni causati dal cambiamento climatico.

L’ultima notte di lavori

L’assemblea plenaria dei delegati è iniziata intorno alle 3 di questa notte (ora italiana). Il punto fondamentale intorno al quale ruotavano le bozze di accordo era la creazione del fondo perdite e danni (Loss and Damage). Sembra che il testo conclusivo fosse stato diffuso dalla presidenza egiziana della Cop27 solamente pochi minuti prima dell’inizio dell’assemblea plenaria. Per questo motivo i delegati svizzeri hanno richiesto maggior tempo per consultarla. In questa bozza gli obiettivi legati all’aumento della temperatura globale sono in linea con quanto definito a Glasgow nel 2021. È inoltre prevista una riduzione globale per l’utilizzo del carbone. Il documento è stato concordato da almeno 200 Paesi e prevede inoltre la creazione di un comitato per determinare le regole per la creazione del fondo. Questo comitato riferirà alla Cop del prossimo anno che si terrà negli Emirati Arabi Uniti nel 2023.

I punti dell’accordo

Oltre alla storica definizione di ristori per perdite e danni, il documento finale approvato salva l’obiettivo di mantenere entro 1,5 gradi il riscaldamento globale rispetto ai livelli pre-industriali. Punto che era stato il successo della conferenza tenutasi l’anno scorso a Glasgow. Tuttavia non viene fatto accenno alla riduzione o eliminazione dell’uso dei combustibili fossili. Viene fatto solamente riferimento all’auspicio che siano eliminati sottolineando l’importanza della transizione verso l fonti rinnovabili. Inoltre, nonostante fosse un punto richiesto da molti Paesi, si chiede solamente la riduzione della produzione di energia elettrica a carbone con emissioni non abbattute.

Il commento del Segretario Generale ONU

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dichiarato in un tweet “Cop27 ha fatto un importante passo avanti nella direzione della giustizia. Accolgo la decisione di creare un fondo per Loss and damage e renderlo operativo a breve. Chiaramente non sarà sufficiente, ma si tratta di un segnale politico necessario per ricostruire una fiducia che era persa“. Ha inoltre voluto ringraziare i membri della società civile, i giovani e i delegati indigeni per aver spinto i leader mondiali nella direzione dell’azione concreta per il clima.

Nella successiva dichiarazione ufficiale e completa rilasciata, la sua posizione, pur positiva, non vuole far dimenticare la realtà: “Che sia chiaro. Il nostro pianeta si trova ancora al pronto soccorso. Dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni e questo è un punto che la Cop27 non ha toccato. Un fondo per Loss and Damage è essenziale, ma non è la risposta se la crisi climatica cancella dalle cartine una piccola isola o rende l’intero continente africano un deserto. Il mondo deve fare un enorme passo nella direzione dell’ambizione climatica. La linea rossa che non deve essere superata è quella che porta il nostro pianeta al di sopra del limite di temperatura massimo di 1,5C“.

La risposta dell’Unione Europea all’accordo

Frans Timmermans, vice presidente della Commissione, che già venerdì 18 novembre si era fatto portavoce della volontà di sostenere un fondo Loss and Damage, ha riportato il punto di vista europeo. Ha dichiarato come siano stati fatti sacrifici per raggiungere l’accordo, ma non ha trattenuto il suo disappunto. “Gli amici non sono veri amici se ti dicono solo quello che vuoi sentirti dire. Questa notte i nostri negoziati sono finiti in stallo. Ci sono stati troppi tentativi di tornare indietro, persino su quello che è stato concordato a Glasgow“. Timmermans ha invitato le Nazioni a fare di più: “La battaglia per un futuro migliore non è ancora terminata. È infatti solo all’inizio. Sappiamo che il costo del non agire è molto maggiore di quello dell’azione. Avremmo dovuto fare molto di più. Non abbiamo individuato le azioni per evitare le perdite e i danni. I nostri cittadini si aspettano da noi che li guidiamo. Questo significa ridurre le emissioni molto più rapidamente“.

Reazioni internazionali favorevoli

In una intervista al Guardian il negoziatore capo per il G77 e diplomatico pachistano Nabeel Munir, ha dichiarato “Si tratta di un momento storico. È il culmine di 30 anni di lavoro e l’inizio di un nuovo capitolo nel percorso della giustizia climatica. Un segno di speranza per le Nazioni più colpite da danni dovuti al clima“. Il G77, l’Organizzazione intergovernativa delle Nazioni Unite formata da 134 Paesi principalmente in via di sviluppo, è stato negli anni uno dei soggetti più importanti a richiedere l’istituzione dei ristori per perdite e danni.

Teresa Anderson, coordinatrice delle politiche sul clima di ActionAid, ha commentato: “Dopo tanti anni in cui abbiamo chiesto alle Nazioni Unite di accettare di istituire un fondo per aiutare i Paesi che sono spinti sempre più nella povertà questo è un momento storico. Possiamo dare credito alla pressione collettiva della società civile, combinata con un’unità senza precedenti tra i Paesi in via di sviluppo, per avere costretto i Paesi ricchi a dire finalmente “Sì, su questo siamo insieme.

Restano i dubbi sulle lacune del documento

Avinash Persaud inviato speciale per il clima delle Barbados commenta: “Avremmo voluto l’indicazione dell’eliminazione dei combustibili fossili. Il testo corrente non è sufficiente. Ma abbiamo visto con l’istituzione del fondo Loss and Damage che possiamo fare l’impossibile. Sappiamo quindi che possiamo tornare l’anno prossimo e liberarci una volta per tutte dei combustibili fossili“.

Katie White direttora esecutiva Advocacy e campagne del WWF: “Anche se il fondo Loss and Damage è un passo positivo, rischia di diventare una caparra sul disastro a meno che le emissioni non siano urgentemente tagliate, in linea con l’obiettivo 1,5C. Rifiutando l’eliminazione dei combustibili fossili i governi hanno fallito nel raggiungere un accordo ancora più ambizioso rispetto a quello di Glasgow dello scorso anno e hanno messo a rischio sicurezza e salute“.

La rete di organizzazione ambientaliste Friends of the Earth International ha accolto con riserva la notizia del fondo. “È un sollievo che sia finalmente stato stabilito il fondo, dopo decenni di lotte. Ma, ad ora, si tratta di un fondo vuoto e davanti a noi si pone la sfida di assicurare che le Nazioni sviluppate contribuiscano, in linea con il principio di equità e giustizia. Non possiamo rivedere il ripetersi del comportamento orrendo delle Nazioni ricche che non hanno contribuito con i pur insufficienti 100 miliardi di dollari all’anno come promesso oltre un decennio fa“.

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