mercoledì, 12 Giugno 2024

Tregua Israele-Hamas, liberazione ostaggi e aiuti umanitari a Gaza

La tregua prevede il cessate il fuoco da entrambe le parti, con gli aerei israeliani che interromperanno i sorvoli su diverse aree di Gaza per sei ore al giorno.

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Nella Striscia di Gaza è entrata in vigore oggi, venerdì 24 novembre 2023, una tregua di quattro giorni tra Israele e Hamas. Questo accordo prevede il rilascio di 50 ostaggi israeliani, con i primi 13 che lasceranno Gaza nel pomeriggio. L’accordo, negoziato con la mediazione del Qatar e dell’Egitto, ha anche garantito l’entrata di aiuti umanitari nella regione.

Il servizio carcerario israeliano (Ips) ha avviato il processo di liberazione dei prigionieri palestinesi in risposta al cessate il fuoco. I primi camion di aiuti umanitari, tra cui quattro cisterne di carburante e quattro camion di gas da cucina, sono già entrati nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah.

La tregua prevede il cessate il fuoco da entrambe le parti, con gli aerei israeliani che interromperanno i sorvoli su diverse aree di Gaza per sei ore al giorno. Ogni giorno, 200 camion di aiuti umanitari, compresi medicinali per tutta la Striscia, saranno autorizzati ad entrare, insieme a quattro camion di carburante.

La liberazione degli ostaggi dovrebbe iniziare nel pomeriggio di oggi, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz. Non è ancora chiaro chi sarà il primo gruppo a essere rilasciato, ma ci sono segnalazioni sulla possibile liberazione di Avigail Idan, un bambino americano rapito durante un attacco di Hamas nel sud di Israele. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha espresso speranza che Avigail sia tra le persone rilasciate.

L’esercito israeliano ha avvertito i civili palestinesi di Gaza di non spostarsi verso la parte settentrionale, specificando che la tregua è temporanea e che la guerra non è ancora finita. Le sirene di allarme sono suonate in due comunità israeliane vicino a Gaza, ma non ci sono conferme immediare di attacchi o danni.

Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ha dichiarato la tregua una “vittoria politica” ottenuta grazie al successo delle forze di resistenza sul terreno. Tuttavia, ha sottolineato che la tregua non segna la fine del conflitto e che l’obiettivo finale è la fine dell’occupazione israeliana a Gaza.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di agire con calma anche al confine settentrionale con il Libano. Nel frattempo, l’Egitto si è impegnato a fornire 130.000 litri di gasolio e altri aiuti giornalieri a Gaza durante la tregua.

Mentre l’accordo di tregua è stato accolto con cautela, con avvertimenti di una possibile ripresa degli scontri, la speranza è che possa portare a una pausa duratura nel conflitto e consentire il miglioramento delle condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza.

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