domenica, 23 Giugno 2024

Berlusconi in terapia intensiva, reagisce bene alle cure: “È dura ma ce la farò anche questa volta”

Il Cavaliere pare risponda bene alle cure a base di antibiotici per l'infezione polmonare, legata alla leucemia mielomonocitica cronica di cui soffre. Per oggi non è previsto un nuovo bollettino medico. "È dura ma ce la farò anche questa volta", queste le parole pronunciate dall'ex premier nella chiamata di questa mattina al direttore de Il Giornale, Augusto Minzolini.

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Notte tranquilla per Silvio Berlusconi, ricoverato il 5 aprile scorso in terapia intensiva, per una chiarita leucemia mielomonocitica cronica, di cui si era preso atto nell’unico bollettino medico trasmesso ieri, 6 Aprile, nel quale il dottor Zangrillo comunicava: “Il Presidente Silvio Berlusconi è attualmente ricoverato in terapia intensiva per la cura di un’infezione polmonare. L’evento infettivo si inquadra nel contesto di una condizione ematologica cronica di cui egli è portatore da tempo: leucemia mielomonocitica cronica, di cui è stata accertata la persistente fase cronica e l’assenza di caratteristiche evolutive in leucemia acuta.”

Secondo quanto trapela dagli ambienti ospedalieri, il Cavaliere, sottoposto a “trattamento specialistico citoriduttivo mirato a limitare gli effetti negativi” dell’infezione polmonare, sta reagendo bene alle cure. Si attendono, per oggi, nuovi accertamenti, anche se non è previsto un nuovo bollettino medico da parte dei sanitari del nosocomio milanese.

“È dura ma ce la farò anche questa volta”, queste le parole pronunciate dall’ex premier nella chiamata di questa mattina al direttore de Il Giornale, Augusto Minzolini. Il contenuto della telefonata è stato riportato proprio sulla suddetta testata. “Sono riuscito anche in situazioni difficili e delicate, a ritirarmi su”, ha aggiunto Berlusconi.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite questa mattina ad Agorà, si è unito alle dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi, intercettato ieri all’uscita dall’Ospedale San Raffaele, che ai giornalisti aveva risposto con un sorriso dicendo semplicemente: “È un leone”. 

Il nefrologo: “C’è un rischio di complicanze”

“Non posso esprimere un giudizio riferito specificamente a Silvio Berlusconi non conoscendo nel dettaglio il caso clinico, ma in generale nei pazienti complessi c’è un rischio di complicanze. La eventuale comparsa di una problematica renale in situazioni cliniche complesse rappresenta una possibile conseguenza ed un ulteriore elemento di preoccupazione che potrebbe condizionare gli interventi terapeutici e tende a rendere la prognosi sempre più impegnativa”. Queste le ultime dichiarazioni rilasciate all’ANSA dal presidente della Società italiana di nefrologia (Sin), Stefano Bianchi che spiega come le complicanze renali “in un paziente complesso possono essere molteplici: lo stato settico, ovvero lo stato di infezione in sé, ma anche le terapie che vengono messe in atto, dalla chemioterapia agli antibiotici”. “Si può ricorrere a terapie farmacologiche fino a terapie sostitutive della funzione renale stessa – ha aggiunto -, come la dialisi, come ultima ratio. In una struttura di alto livello specialistico, tuttavia sarà messo in atto tutto ciò che è necessario e questo deve rendere ottimisti”.

La vicinanza dei figli e del partito

Anche per Tajani, il Presidente, “è un leone, molto forte fisicamente, vogliamo essere ottimisti. Quando l’ho sentito al telefono – ha aggiunto il Ministro – aveva una voce forte e squillante. Durante il Consiglio del Ministri ha chiamato Meloni e Salvini, segue quello che accade. Come al solito ci ha incoraggiato tutti. Noi stiamo lavorando in maniera seria, l’attività del partito e la campagna elettorale per le amministrative continua, stiamo tutti lavorando e seguendo con amicizia e affetto il percorso della malattia. Le notizie sono positive, reagisce alle cure, mi auguro possa guarire il prima possibile.”

La notizia della seconda notte serena trascorsa e sul decorso tranquillo delle cure a cui si sta sottoponendo il Cavaliere, è giunta dopo l’unica dichiarazione di ieri sera del Primario della Terapia intensiva, nonché suo medico personale, Alberto Zangrillo, che braccato dai cronisti non ha celato l’indignazione nei confronti dei dibattiti in rete dicendo: “Quello che dovevo dire l’ho detto. Sono stanco. Parlatene con quelli che su twitter, sui social e online dissertano su cose di cui non conoscono nulla. C’è un sacco di gente che si diverte a dire cazzate”. Poi, seccato, rivolgendosi ai cronisti, che continuavano a incalzarlo, ha detto: “Ma vi rendete conto? Andate a dormire, pensate alle vostre famiglie”.

 

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