domenica, 23 Giugno 2024

Auto green, dal 2035 stop alle auto a benzina e diesel: e-fuels e biocarburanti

Per l’obiettivo zero emissioni la Ue e la Germania hanno trovato un accordo per uso degli e-fuels a partire dal 2035. Non rientrano i biocarburanti richiesti dall’Italia.

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La Germania e l’Unione Europa hanno trovato un accordo per il futuro uso dei carburanti sintetici (e-fuels). L’intesa consentirà di commercializzare gli autoveicoli con motori termici anche dopo il 2035 e il divieto di vendere auto a benzina e diesel, se non sono alimentate con carburanti sintetici, ovvero in grado di garantire la neutralità climatica.

Inizialmente, l’UE voleva vietare la vendita di tutte le nuove auto con motore a combustione dal 2035. Ma tale proposta è stata bocciata dalla Germania, la quale ha chiesto un’esenzione per le auto che bruciano e-fuels. Questi carburanti possono essere prodotti usando energia rinnovabile e carbonio catturato dall’aria, così da non rilasciare nessuna emissione nell’atmosfera.

Questa notizia dovrebbe spianare la strada all’approvazione definitiva della norma che prevede lo stop delle vendite di auto a benzina e gasolio dal 2035. Ma soprattutto avviare l’immatricolazione dei veicoli con motori a combustione interna che usano solo carburanti neutri per il clima anche dopo il 2035. Il regolamento sullo stop ai motori benzina e diesel e l’uso degli e-fuels ha ottenuto il via libera dagli ambasciatori dei 27. L’Italia aveva chiesto il rinvio del regolamento per ulteriori approfondimenti e l’inserimento dei biocarburanti, ma nel negoziato questi non sono stati inseriti perché non sono al 100% neutrali in termini di emissioni di CO2, rispetto ai carburanti sintetici.

Cosa sono gli e-fuels?

I carburanti sintetici, o anche e-fuels, sono prodotti attraverso un processo di elettrolisi dell’acqua, usando due elementi: ossigeno e idrogeno. Quindi, grazie a un processo di sintesi con la CO2 catturata nell’aria, gli e-fuel non sono altro che una ricombinazione tra idrogeno e anidride carbonica. Poi, l’idrogeno si mescola con la CO2 e consente di realizzare un combustibile liquido adatto ad essere bruciato dentro i motori a scoppio e distribuito alle infrastrutture.

I vantaggi degli e-fuel sono legati alla facilità di utilizzo e dal fatto che vengono prodotti da CO2 catturata. Inoltre, il loro consumo consente di eliminare le emissioni di particolato, un inquinante che avvelena l’aria di molti dei grandi centri urbani. Si differenziano dalle auto elettriche perché non hanno bisogno delle colonne di ricarica e possono essere somministrati nelle normali pompe di benzina.

Tuttavia, la produzione dei carburanti sintetici risulta essere molto costosa e limitata. Infatti, ad oggi un litro di e-fuel costerebbe fino a dieci euro. Per ottenere un litro di questo carburante sono necessari circa due litri di acqua.

E invece i biocarburanti?

I biocarburanti sono prodotti dalle biomasse, scarti di materia organica generata dalle piante e dagli animali. Durante il processo di produzione si usano gli scarti agroalimentare, i rifiuti organici urbani e i residui agricoli e forestali. In base alle modalità di produzione i biocarburanti possono essere divisi: bioetanolo, biodiesel, biometano e bio-idrogeno. L’Italia è il primo consumatore di biocarburanti in Europa. Il loro costo prevede un libro di biofuel pari a 2,5 euro al libro, ma dipende molto dalla produzione e dalla materie prime.

I biocarburanti non sono considerati prodotti neutri perché assorbano CO2 durante il ciclo di produzione ma non compensano l’emissione durante l’uso nei motori. Per questo motivo che non è stato inserito nel regolamenti sulle auto green, presentata dalla Germania e UE. Anche se consentono a un motore termico di sviluppare l’anidride carbonica, il motivo per cui l’Ue li ha esclusi è perché non raggiungono le zero emissioni e possono provocare disturbi sui mercati agricoli.

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