giovedì, 25 Luglio 2024

Ue, stop alla produzione di auto benzina e diesel dal 2035: insorge la destra italiana

Bruxelles rilancia anche novità sui provvedimenti per i mezzi pesanti: i bus cittadini dovranno essere a zero emissioni dal 2030 e per i camion le emissioni di CO2 dovranno scendere in modo progressivo del 45% nel 2030, del 65% al 2030 e del 90% al 2040.

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Stop alla vendita di auto a benzina e diesel nell’Ue dal 2035. Il Parlamento europeo ha approvato in plenaria a Strasburgo l’accordo raggiunto con il Consiglio sulla revisione delle norme sulle emissioni di anidride carbonica per le auto e i furgoni nuovi, con 340 voti a favore, 279 contrari e 21 astenuti.

I punti tracciati sono: nel 2035 stop a benzina e disel per auto e furgoni nuovi, entro il 2030 i costruttori dovranno ridurre del 55% le emissioni delle nuove auto immesse nel mercato, e del 50% quelle dei veicoli commerciali. Ultimo appiglio per un eventuale revisione resta la roadmap per il monitoraggio di Bruxelles, che presenterà entro il 2025 un metodo per valutare e comunicare i dati sulle emissioni di Co2 durante tutto il ciclo di vita di auto e furgoni venduti sul mercato continentale e nel 2026 valutare la possibilità di mantenere motori ibridi o che utilizzano idrocarburanti.

L’opposizione, che include gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, si è espressa con voto contrario, e i leghisti lo definiscono “”uno schiaffo al settore dell’automobile e a categorie fondamentali dell’economia italiana ed europea, per fare al contempo un regalo enorme a Pechino”. Mentre l’eurodeputato Pietro Fiocchi di FdI commenta “Qual è il costo da pagare? vietare i motori a combustione interna costerà all’Europa centinaia di migliaia di posti di lavoro e lascerà un’industria europea vitale pericolosamente dipendente da batterie, materie prime e terre rare di dubbia provenienza e disponibilità”. Dall’altro lato la verde francese Karima Delli, presidente della commissione Tran (Trasporti), parla di “voto storico per la transizione ecologica”.

Prea la decisione ora il Governo Italiano deve rincorrere una strategia, già proposta dal ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto. Le vie proposte sono due: “Maggiore gradualità nello stop alla commercializzazione dei veicoli” e ” spingere al massimo nella produzione di biocarburanti, che consentirebbe di mantenere l’attuale impostazione del sistema produttivo delle automobili”. La salvaguardia dei posti di lavoro e le imprese del Made in Italy restano in balia delle possibili revisioni intermedie dell’Ue a partire dal 2026. All’Italia è concessa la deroga di un anno per i produttori di auto di lusso come Lamborghini, Ferrari e Maserati.

Bruxelles rilancia anche novità sui provvedimenti per i mezzi pesanti: i bus cittadini dovranno essere a zero emissioni dal 2030 e per i camion le emissioni di CO2 dovranno scendere in modo progressivo del 45% nel 2030, del 65% al 2030 e del 90% al 2040.

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