venerdì, 19 Luglio 2024

L’Aifa conosceva i rischi di Astrazeneca tra i guariti già a Gennaio 2021. “Fuori dal Coro” denuncia le informazioni omesse.

L'Agenzia italiana dal farmaco, l'ente che ha dato il via libera il 30 gennaio 2021 alla campagna vaccinale era a conoscenza dei possibili effetti avversi del farmaco sui guariti da covid 19. Quando poi il vaccino è stato sospeso dall'Europa, in Italia veniva sottostimata la percezione dei possibili effetti letali del farmaco.

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Era il 10 Gennaio 2022 quando l’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi, estende l’obbligo vaccinale anche agli over 50 e i lavoratori non vaccinati vengono tutti sospesi. Il provvedimento vale anche per coloro che hanno avuto il covid e sono guariti, anche se esistono rischi concreti per questa specifica categoria.

Ieri, 28 Marzo 2023, in una nota trasmissione televisiva delle reti Mediaset, “Fuori dal coro” è stato mostrato in esclusiva un documento, datato 15 Gennaio 2021, ben un anno prima della Conferenza stampa di Draghi che estendeva e confermava l’obbligo vaccinale, e momento in cui la campagna vaccinale era appena partita, nel quale l’Aifa ( Associazione italiana del Farmaco) veniva messa al corrente dei rischi connessi alla vaccinazione Astra Zeneca in soggetti già guariti dal virus.

L’email recita: “Ci sono segnalazioni su eventi avversi pst vaccinali in persone già guarite da covid”. Una tra le tante segnalazioni interne ricevute dall’Agenzia che sentenzierà : “L’argomento è rilevante”. 

Infatti l’argomento è rilevante, numerose furono all’epoca le posizioni di medici ed esperti del settore che chiedevano di estromettere dall’obbligo vaccinale, tutti quei pazienti già guariti dal virus, richieste per lo più inascoltate e trasmesse come ennesimo schieramento no vax.

Malgrado le numerose richieste di medici e scienziati di limitare la somministrazione del vaccino, l’Aifa non risponde. Ma nella trasmissione di ieri, viene mostrato un secondo documento interno dell’Agenzia, datato ancora 15 Gennaio 2021, in cui si evidenzia come l’agenzia fosse ben a conoscenza dei rischi del vaccino su persone che avevano già contratto il virus. In questa seconda mail si legge: “stanno arrivando molte richieste di parere in queste situazioni, che aumenteranno quando i vaccini riferiranno reazioni di vario tipo e grado, quando si presenteranno per la seconda dose. Sicuramente il fatto di avere avuto già la malattia deve entrare nella valutazione rischio/beneficio.” 

L’Agenzia non si espone per molti mesi, solo nel Settembre 2022, si apre la revisione della somministrazione nei guariti.

Nel frattempo nel Marzo 2021, in Europa esplode lo scandalo su Astra Zeneca. Il vaccino viene bloccato e ritirato dal mercato in tutta Europa e l’ Aifa, in un altro documento interno pubblicato ieri dalla trasmissione si legge: ” Alla luce di quanto riportato appare evidente un eccesso di mortalità cardiovascolare per il vaccino Astra Zeneca a prescindere dai singoli lotti”. A questa comunicazione hanno fatto seguito diversi approfondimenti da parte dell’Agenzia fino a che intervenne l’allora Direttore Generale dell’Aifa, Nicola Magrini che in una nota interna scrive: “Troppa enfasi su eventi non correlati. Sono solo queste le possibilità? Così si uccide il vaccino.” 

Nel quarto rapporto del 2021 sulla sicurezza della somministrazione del vaccino non si farà menzione dell’eccesso di mortalità cardiovascolare, nonostante in Europa il vaccino fosse stato di fatto sospeso. E in un ulteriore documento reso pubblico dalla trasmissione “Fuori dal coro” si evidenzierebbe una frase molto importante, presente nella bozza ma poi rimossa dalla pubblicazione del rapporto: “il limite di tale valutazione ricade nella possibile sottosegnalazione di casi ad esito fatale”. Nel rapporto sulla sorveglianza dei vaccini datato 27/12/2020- 15/04/2021, non si fa menzione alla sottostima dei possibili esiti letali del vaccino, malgrado in una bozza fosse ben specificato.

Nei fatti il vaccino Astra Zeneca, cui era stato dato il via libera il 30 Gennaio 2021, indicando come destinatarie le persone comprese tra i 18 e i 55 anni, cui seguiranno dal 2 Febbraio 2021 anche gli over 55, verrà sospeso per tutti e in tutta Europa il 15 Marzo successivo.

Date che appaiono contraddette dalle informazione taciute già a Gennaio dall’Agenzia, che sapeva, date le numerose segnalazioni ( la sola Emilia Romagna riferisce di 1000 segnalazioni su 100mila dosi) , dei possibili effetti avversi. Informazioni che hanno evidentemente preferito non rivelare.

L’importante era arginare l’epidemia, obiettivo condiviso, ma i rischi connessi ad una sperimentazione troppo veloce e poco attendibile su un farmaco nuovo sono stati, appare evidente oggi da questi documenti interni all’Agenzia italiana del farmaco, del tutto sottostimati. Evidentemente l’importante era non uccidere il vaccino.

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