giovedì, 22 Febbraio 2024

Matteo Messina Denaro, le indagini non si fermano: catturati altri due collaboratori

Dalla cattura di Matteo Messina Denaro, le indagini dei carabinieri del Ros non si sono fermate.

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Dalla cattura di Matteo Messina Denaro, le indagini dei carabinieri del Ros non si sono fermate. Oggi sono stati arrestati con accusa di favoreggiamento altri due componenti della fitta rete di protezione del boss: Emanuele Bonafede e la coniuge Lorena Ninfa Lanceri. L’uomo è il nipote del boss di Campobello di Mazara Leonardo Bonafede e cugino di Andrea Bonafede, il prestanome di Denaro. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Piero Padova e Gianluca De Leo.

Una fotografia con volto tagliato scattata nel loro salotto del boss di Cosa Nostra con in mano un sigaro e un bicchiere di Cognac svela il loro coinvolgimento nella protezione. Inoltre, secondo le indagini, il legame tra la donna e Denaro sarebbe stato molto stretto e per salvaguardarla lui le avrebbe affidato il nome “Diletta”.

L’identità della donna è stata svelata anche grazie ad una paziente della clinica di Palermo nella quale Denaro veniva curato. La donna era diventata amica del boss e le era stato raccontato dal finto Andrea Bonafede della relazione con una donna di nome Diletta. I contatti sarebbero avvenuti anche tramite chat audio, le quali sono state ascoltate dei carabinieri. É anche grazie ad esse che si è potuta chiarire l’identità della compagna di Denaro. Un secondo indizio dell’importanza che Lorena rappresentava per il boss, lo si è trovato nelle chat con la sorella Rosalia. Successivamente all’operazione chirurgica avvenuta nel magio 2021 Denaro scrive “ero tutto bagnato dal sudore, Diletta che lavò i miei indumenti li torceva ed uscivano gocce di acqua, era senza parole”. Il ruolo della donna non era soltanto quello emotivo e confortante, ma anche quello logistico e assistenziale, afferma il gip.

Nella lettera scritta nel 2019 da Diletta, ovvero Lorena Lanceri, e indirizzata a Matteo Messina Denaro si legge: “il bello nella mia vita è stato quello di incontrarti, come se il destino decidesse di farsi perdonare facendomi un regalo in grande stile. Quel regalo sei tu”. Il biglietto era stato ritrovato a casa della sorella Rosalia e si concludeva con “sei un grande anche se non fossi MMD. Tua Diletta”.

Dopo l’arresto del boss latitante il 16 gennaio scorso, la coppia si era recata dai carabinieri e confessò che mesi prima un famigliare aveva presentato loro l’uomo col nome di Francesco Salsi, un medico in pensione. La confessione però non coincise con i filmati di una telecamera situata vicino alla loro abitazione a Campobello di Mazara: i coniugi vengono filmati nei giorni precedenti alla cattura e le riprese mostrano Messina Denaro che ogni giorno all’orario dei pasti si presenta a casa loro e si ferma per molte ore. Le sue visite sono state confermate anche dalla presenza della sua auto, una Giulietta Alfa Romeo, vicino alla casa della coppia di indagati.

Nella misura cautelare emessa dal gip si legge: “si è trattato, del resto, di una ospitalità che ha senza dubbio avuto dei costi non irrilevanti per una famiglia non particolarmente benestante, famiglia che quindi è del tutto irragionevole pensare che possa essersi assunta il pieno sostentamento di uno sconosciuto medico in pensione”. Nelle videoriprese si vede anche che, prima di far uscire l’ospite, gli indagati avessero controllato la strada e i dintorni, facendo in modo di non correr pericolo.

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