lunedì, 26 Febbraio 2024

Il “Cinema America” è salvo, la sentenza del Consiglio di Stato: “Un connubio tra architettura e arte” .

La questione annosa si è risolta con la sentenza del Consiglio di Stato, già confermata qualche anno prima dal TAR, il ricorso da parte del privato è "palesemente infondato". E' un bene di interesse comune.

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Quando nel 2012 “i ragazzi del cinema America” decisero di occupare il famoso stabile della sala cinema, cuore culturale del quartiere Trastevere a Roma, l’opinione pubblica non si aspettava una mobilitazione tale e un senso civico e di comunità nato e coltivato proprio da un gruppo di giovanissimi.

“Io sto con i ragazzi del cinema america!”, manifestazione e corteo del 2014

Già da qualche anno gli abitanti del rione si erano organizzati in comitati di protesta non solo contro la chiusura della sala, ma anche per i progetti di rinnovo presentati, che avevano poco a che fare con la cultura, come sale bingo e simili.

Come se non bastasse, nel 2004 l’edificio venne comprato da una società privata che aveva come obiettivo l’abbattimento e la riconversione in un’area parcheggio e residenziale del cinema. Nonostante la forte opposizione cittadina e l’occupazione, i progetti culturali di riconversione furono ignorati dalle istituzioni.

La questione annosa si è risolta con la sentenza del Consiglio di Stato, già confermata qualche anno prima dal TAR, il ricorso da parte del privato è “palesemente infondato”.

Grazie al riconoscimento dello stabile come bene di interesse comunale, nonché palazzo storico ( fu costruito tra il 1955 e il 1956 su progetto di Angelo Di Castro), la proprietà dovrà rimediare allo stato di abbandono che prosegue da più di vent’anni e restaurare le antiche glorie di un gioiello, di uno spazio sociale e culturale.

A Roma, come in altre città, ce ne svariate di realtà come questa, dimenticate e abbandonate come scheletri di elefanti; questa vittoria testimonia che, a volte, per attenzionare le istituzioni politiche serve tenacia, creatività e un pizzico di ribellione.

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