martedì, 16 Aprile 2024

“Incastrati”, Ficarra e Picone raccontano la mafia: tra finzione e realtà

É uscita il 2 marzo 2023 sulla piattaforma streaming Netflix la seconda stagione di Incastrati, la serie diretta e scritta dall'inconfondibile duo Ficarra e Picone. La coppia interpreta i protagonisti Salvo e Valentino che vengono incastrati dalla mafia siciliana.

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É uscita il 2 marzo 2023 sulla piattaforma streaming Netflix la seconda stagione di Incastrati, la serie diretta e scritta dall’inconfondibile duo Ficarra e Picone. La coppia interpreta i protagonisti Salvo e Valentino che vengono incastrati dalla mafia siciliana.

La serie tv è stata girata in Sicilia e comprende 12 episodi, 6 per ogni stagione. La seconda stagione completa la narrazione e svela l’obiettivo e il significato del progetto. Alla fine della prima parte, Salvo e Valentino avevano scoperto l’identità del boss Padre Santissimo e ora ricevono ordini da lui sotto minaccia. Nella seconda parte, Salvo e Valentino confessano alla polizia il loro coinvolgimento nei piani criminali del boss e aiutano le autorità a catturare Padre Santissimo.

L’ultimo episodio si concentra sulla cattura e lo smascheramento degli aiutanti del boss. Questo momento è il culmine della narrazione dalla quale scaturiscono due dichiarazioni che fanno riflettere. La prima è di Tonino Macaluso, chiamato anche “Cosa inutile” e braccio destro di Padre Santissimo: “Sono sempre stato una cosa inutile perché ho perduto la mia vita a stare appresso a te, ma adesso finalmente sono libero”. Dopo essere ammanettato il boss dichiara: “state facendo un errore, io vi servo. Lo Stato ha bisogno di noi. Il mondo è complesso e voi da soli non potete risolvere tutto. Prima o poi, qualcuno verrà a bussare alla mia cella”.

Questa è soltanto una rappresentazione cinematografica, ma come è la realtà?

L’episodio cardine degli ultimi mesi è stata la cattura dell’ultimo superlatitante Matteo Messina Denaro il 16 gennaio scorso. Il 5 novembre 2022 esce l’intervista di Massimo Giletti a Salvatore Baiardo, un conoscente del boss e attuale collaboratore di giustizia. Baiardo fu incarcerato per favoreggiamento e riciclaggio di denaro a favore dei fratelli Graviano. Nell’intervista l’uomo dichiara “quando lo stato deciderà di voler prendere Matteo Messina Denaro, lo prenderà…. magari può servire ancora, come infatti non è che lo stato lo stia prendendo. Presumo che sia una resa sua”. L’affermazione di Baiardo somiglia a quella di Padre Santissimo, intendendo che la mafia collabori con esponenti di ogni livello in modo per aiutarli nelle loro operazioni e nella loro copertura. Infatti, nell’intervista Baiardo parla chiaramente di una collaborazione tra Berlusconi, Dell’Utri e la famiglia Graviano. Il tema si sposta poi sul capo latitante Denaro: “c’è un nuovo governo e magari chi lo sa che arriva un regalino, presumiamo che Matteo Messina Denaro sia molto malato e faccia una trattiva lui stesso di consegnarsi e fare un arresto clamoroso, e così arrestando lui magari esce qualcuno che ha l’ergastolo stativo senza che ci sia clamore”.

La premonizione si avvera dopo nemmeno tre mesi.

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