venerdì, 21 Giugno 2024

“Light is Life”, Brescia passa il timone a Bergamo: più di 300mila visitatori

Si è conclusa domenica 19 febbraio la manifestazione "Light is Life - Festa delle Luci A2A" a Brescia, totalizzando più di 300mila visitatori da tutto il mondo.

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Si è conclusa domenica 19 febbraio la manifestazione “Light is Life – Festa delle Luci A2A” a Brescia, totalizzando più di 300mila visitatori da tutto il mondo. 30mila sono i biglietti Saltafila venduti, il cui ricavato verrà donato alle famiglie in povertà energetica. Il cuore dell’evento è stato il Castello a ridosso del centro storico che vanta di una bellissima vista su tutta la città, dalla quale si vede anche l’illuminazione blu del Termovalorizzatore.

I dati dimostrano il successo riscosso dall’evento nella città bresciana. Le luci si sono spente domenica 19 all’una di notte ufficializzando la fine di questi fantastici 10 giorni in cui la città si è popolata di turisti venuti da tutto il globo. Le opere, diverse da quelle esposte a Bergamo e ospitate nel Castello di Brescia, sono state fotografate e riprese, ma quali sono state le più suggestive?

Percorso luminoso a Brescia

Il percorso di 15 installazioni inizia con un arco luminoso che trasporta lo spettatore dentro il mondo del Festival, si parla di “Arcus Lucis” di Daniele Davino. Varcando la soglia, le luci si trasformano in un flusso trasportatore che dinamicamente traghettano il pubblico dall’altro lato dell’ingresso facendolo entrare in una dimensione onirica.

Il primo spettacolo in cui ci si imbatte è “Sign” di Vendel & de Wolf: lingue di fuoco alte 9 metri illuminano l’aria notturna in uno spruzzo di scintille. È uno spettacolo spaventoso ma affascinante: la nostra curiosità ci attira verso quelle fiamme che ci invitano a fare un passo avanti per abbracciare un nuovo inizio. È la rievocazione contemporanea del fuoco attorno cui si sono riunite le comunità di esseri umani per millenni. Qui esperienze e memoria si trasformano in Miti e Leggende da tramandare alle generazioni future. E allora sediamoci ancora una volta attorno al fuoco e partecipiamo al racconto della nostra Storia.

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

A metà percoso c’è “Affinity” di Amigo & Amigo: un‘opera di luci e suoni interattiva e immersiva di grande fascino, ispirata al cervello umano. Ogni globo luminoso rappresenta un ricordo: quando le persone toccano un globo, una memoria viene evocata attraverso la luce. Più a lungo si tocca il globo, più la luce viaggia lungo la scultura, fino ad incontrarsi e fondersi con i ricordi risvegliati dagli altri. I numerosi punti di interazione coinvolgono attivamente gli spettatori che rendono l’opera un caleidoscopio di combinazioni di colore sempre diverse e suggestive.

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

Si prosegue poi con “Le cose che non possiamo dimenticare”, un’installazione di Angelo Bonello che ha trasformato i pensieri in flussi visivi, in collaborazione con Cieli Vibranti. In un luogo della memoria così importante per la Cittadinanza Bresciana come la Fossa dei Martiri, Angelo Bonello ha scelto di realizzare un’opera di forte impatto visivo ed emotivo che ha coinvolto direttamente il territorio. Sono state raccolte le voci di cittadini di Brescia, invitati ad esprimersi su quanto della propria cultura, vita personale, tradizione non si possa o non si debba dimenticare. L’opera trasforma i pensieri così raccolti e selezionati in un racconto sonoro circolare, mentre flussi luminosi di lettere scorrono lungo il perimetro della Fossa dei Martiri.

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

Subito dopo si trova “Borealis” di Michele Barzan e Franco Lorenzi: la fossa viscontea si trasforma in uno spazio di luce e nebbia, evocativo di ambienti naturali. Un momento di grande suggestione visiva e sonora che trasfigura lo spazio e coinvolge tutti i sensi del pubblico in una festa di onde luminose e sonore.

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

“Storie di Luce” è un’opera realizzata con la collaborazione dei giovani artisti delle Accademie LABA e Santa Giulia di Brescia sul tema “Risorgimento: una storia comune”. Risorgimento inteso non soltanto come periodo storico che ha visto Brescia e Bergamo protagoniste dell’indipendenza e dell’unità nazionale, ma anche come metafora della rinascita nell’era post pandemica attraverso l’unione delle due città lombarde.

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

Si avvicina la fine e come penultima tappa c’è “Absorbed by Light” di Gali May Lucas: su una panchina immersa nel verde del Castello, tre figure sedute una accanto all’altra sono impegnate a digitare o a scorrere immagini sui propri smartphone, il viso illuminato dalla fredda luce dello schermo. Mentre i loro corpi sono fisicamente presenti, le loro menti sono altrove. Sulla panchina uno spazio è lasciato vuoto invitando il pubblico a sedersi accanto alle sculture e a riflettere sulla nostra condizione di individui digitalizzati, troppo spesso assorbiti in mondi virtuali e ormai incapaci di stringere relazioni con chi ci siede accanto.

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

E infine, “Floating Earth” di Luke Jerram: l’installazione mira a creare un senso di stupore verso l’intero nostro pianeta, una profonda comprensione dell’interconnessione di tutta la vita che lo abita e un rinnovato senso di responsabilità per la cura dell’ambiente. Fornendo allo spettatore una nuova prospettiva del nostro posto sulla Terra, lo invita a riflettere sul ruolo che intende giocare per la sua salvaguardia. In sottofondo, voci di bambini che spiegano cosa è la terra per loro e perché sia così importante

Foto di Scidà Martina
Foto di Scidà Martina

Foto di Scidà Martina
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