domenica, 23 Giugno 2024

Tokyo, sospetti su invio palloni-spia in Giappone tra il 2019 e il 2021: si punta il dito contro la Cina

Tokyo ha "forti sospetti" che la Cina sia mandante dei tre palloni volanti che tra il 2019 e il 2021 sono stati avvistati in Giappone.

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I tre oggetti volanti non identificati che tra il 2019 e il 2021 sono stati avvistati nei cieli del Giappone sono “sospettati di essere con ogni probabilità palloni-spia cinesi“. La dichiarazione del ministero della Difesa nipponico arriva mentre gli Stati Uniti stanno analizzando i frammenti dei palloni abbattuti negli scorsi giorni.

Aumenteremo gli sforzi per migliorare la sorveglianza contro questo tipo di sistemi e qualsiasi oggetto legato alle attività di spionaggio“, precisa il comunicato del ministero e conclude: “Non accetteremo mai alcuna violazione del nostro territorio.”

Nonostante i “forti sospetti”, non ci sono certezze sul coinvolgimento della Cina. Il primo pallone aerostatico è stato rilevato nel novembre 2019 nella prefettura di Kagoshima, nel sudovest del Giappone. Il secondo e il terzo, rispettivamente a giugno 2020 e a settembre 2021, sono stati visti sorvolare le regioni di Miyagi e Aomori a nordest del paese.

L’attenzione nei confronti degli intrusi nello spazio aereo giapponese è aumentata da quando gli Stati Uniti, il 4 febbraio, hanno sparato al pallone-spia cinese lungo la costa del South Carolina. Il ministro della Difesa giapponese Yasukazu Hamada ha dichiarato, nella conferenza stampa di ieri, che autorizzeranno le forze di autodifesa a utilizzare armi, tra cui missili terra-aria, per fronteggiare eventuali prossime incursioni aeree.

Gli Stati Uniti e la “minaccia cinese”

Sono quattro i palloni aerostatici abbattuti dall’inizio del mese dagli Stati Uniti. Solo il primo, quello del 4 febbraio, è stato accertato appartenere alla Cina. Gli altri tre, localizzati sull’Alaska, sul Canada e sul Michigan, restano un’incognita. Il 12 febbraio Pechino, in tutta risposta, ha annunciato di aver intercettato a sua volta un pallone sospetto nel golfo di Bhai, nel mar Giallo, e di aver dato disposizioni perché sia distrutto. La Casa Bianca nega di essere coinvolta.

Il fatto costituisce un preoccupante incidente politico. Agli occhi degli statunitensi risulta una vera e propria “minaccia cinese“, non più remota e confinata oltreoceano. I sintomi principali, causati dalla comparsa del pallone, sono la crescente ostilità e paura anticinese, che molto sta influenzando le correnti politiche.

Questo ha portato al rinvio del viaggio a Pechino del capo della diplomazia Antony Blinken, atteso per il 6 febbraio, nonostante il rischio di deteriorare ancora di più il rapporto già teso.

Una nuova crisi diplomatica

I contatti tra Cina e Stati Uniti hanno toccato il fondo, dopo i tentativi di recupero cominciati nel 1979. Tra le incognite emerse ci si domanda come mai la vicenda, che non ha causato morti, abbia assunto un’importanza tale da minare un equilibrio politico estremamente precario.

L’amministrazione Biden è stata attaccata dai repubblicani, che hanno presentato un conto salato allo Studio Ovale: perché le autorità non hanno agito più rapidamente? Come giustificare le lacune della difesa aerea? Forse il presidente è troppo “morbido” con la Cina? Donald Trump avrebbe sicuramente agito in modo diverso…

Diventa chiaro quanto non siano i palloni (o oggetti volanti) il vero problema, ma la facilità con cui, anche solo una corrente d’aria imprevista, possa ridurre in cenere un processo diplomatico durato decenni.

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