domenica, 29 Gennaio 2023

Diritto allo studio, niente alternanza scuola-lavoro e più diritti: il 18 novembre in 35 piazze il “No-Meloni day”

L'Unione degli Studenti che ha organizzato la manifestazione ha dichiarato che non scenderanno in piazza solamente contro il Governo Meloni. Per preparare e avvisare gli studenti alla mobilitazione, sono apparsi davanti alle scuole milanesi striscioni e cartelli.

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Confesso che difficilmente riuscirò a non provare un moto di simpatia anche per coloro che scenderanno in piazza contro le politiche del nostro governo“. Nel suo discorso di insediamento la Premier Giorgia Meloni aveva parlato così di giovani e manifestazioni giovanili. Non si aspettava forse che una delle prime mobilitazioni di piazza portasse anche il suo nome. Venerdì 18 novembre sarà infatti il No-Meloni day. Oltre 35 piazze italiane, da Nord a Sud, saranno invase da studenti in protesta per una scuola più giusta. L’obiettivo degli organizzatori è superare le 150mila presenze dello scorso anno, con lo slogan “Ora decidiamo noi”. Alice Beccari, responsabile comunicazione dell’Unione degli Studenti, Uds, ha dichiarato: “Noi non scendiamo in piazza esclusivamente contro il Governo Meloni, ma come gli anni passati manifestiamo contro le riforme della scuola pubblica che vanno verso una privatizzazione e l’industrializzazione della scuola stessa“. Le rivendicazioni dei manifestanti si basano su 5 pilastri, continua Beccari: “Diritto allo studio, stop all’alternanza scuola lavoro, benessere psicologico, più rappresentanza e più diritti per gli studenti e le studentesse“.

Le richieste degli studenti in piazza

A Milano sono comparsi striscioni un pò in tutta la città per richiamare gli studenti alla mobilitazione di venerdì 18. Il corteo partirà alle 9:30 da Largo Cairoli ed è organizzato dal Coordinamento dei Collettivi. “Generazione meticcia e Queer in lotta per il futuro” è lo striscione che lancia il No Meloni Day. “Siamo la generazione che attraversa la scuola tutti i giorni. Dalle scuole alle università vogliamo una cultura e una formazione diversa. Vogliamo fermare l’alternanza che ci uccide e cambiare radicalmente la didattica e i programmi. Ci opponiamo a un modello di scuola aziendale che ci insegna ad accettare passivamente lo sfruttamento, l’oppressione e il servilismo“. È quanto si legge in una nota del centro sociale Cantiere che annuncia la mobilitazione.

Siamo la generazione giovane e ribelle. Il nostro futuro è minacciato dalla guerra nucleare e dal collasso climatico, e nel frattempo si continua a investire nelle armi e nei combustibili fossili. Ci riprendiamo il futuro perché ci appartiene, pretendiamo il disarmo e la transizione ecologica. Siamo la generazione queer e transfemminista. Vogliamo la libertà di essere noi stess*, liber* da discriminazioni e violenza. Vogliamo il diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito e non vogliamo che i nostri corpi siano controllati in nome di valori che non ci appartengono. Pretendiamo una educazione di genere, al consenso e al piacere”

Siamo la generazione meticcia e antirazzista. Guardiamo con orrore alla chiusura dei confini e alle stragi nel mar Mediterraneo. Costruiamo solidarietà e antirazzismo e pretendiamo di fermare le guerre, non le persone. Siamo la generazione antifascista. Queste elezioni hanno visto vincere una maggioranza che rappresenta tutto il marcio di questo sistema: gli investimenti nella guerra e nell’industria fossile, i porti chiusi, lo sfruttamento e l’attacco di tutti i diritti“.

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