giovedì, 22 Febbraio 2024

Made in Italy prodotte in Albania Cina e Romania: sequestrate 600mila paia di scarpe per 20 milioni di euro

Individuati sugli scaffali e negli espositori scarpe e accessori prodotti in Albania, Cina ed in Romania. Sul mercato avrebbero procurato un ingiusto profitto per oltre 20 milioni di euro.

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La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato oltre 600mila calzature che riporterebbero falsamente l’etichettatura “Made in Italy”, in quanto sarebbero, in realtà, interamente confezionate e importate dall’estero. L’operazione ha avuto inizio nelle scorse settimane quando, in alcuni centri commerciali del capoluogo piemontese della Grande Distribuzione Organizzata, sono stati individuati sugli scaffali e negli espositori gli accessori d’abbigliamento riportanti “claims” tipici dell’italianità le cui indicazioni merceologiche di origine sono state ritenute mendaci, in quanto prodotte in Albania, Cina ed in Romania. I militari, infatti, grazie anche al monitoraggio dei flussi doganali, hanno accertato come sulle confezioni fossero state apposte mendaci indicazioni di provenienza sull’origine italiana, incorniciate inoltre da simbologie, inequivocabili, come la bandiera tricolore; tutto pronto per l’immissione in commercio senza avere subìto trasformazioni sostanziali sul territorio nazionale tali da modificarne la reale provenienza.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, hanno condotto i Finanzieri nei depositi siti nelle province di Torino e Treviso dove, con l’ausilio dei competenti Reparti territoriali del Corpo, hanno eseguito l’ingente sequestro impedendo, così, una maxi frode commerciale che avrebbe procurato un ingiusto profitto per oltre 20 milioni di euro. Un imprenditore italiano è stato denunciato all’Autorità giudiziaria e, ferma restando la presunzione di innocenza fino a compiuto accertamento delle responsabilità, dovrà rispondere del reato di frode in commercio. L’attività della Guardia di Finanza, oltre a contrastare tutte quelle forme di concorrenza sleale e speculative, è anche mirata alla tutela dei “Distretti Industriali”, che da tempo rappresenta uno dei principali obiettivi strategici nell’ambito dei compiti di polizia economico-finanziaria esclusivi del Corpo.

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