domenica, 16 Giugno 2024

Iran, in 10mila alla commemorazione per Masha Amini: militari sparano sulla folla per placare la protesta

A Saqqez si è svolta una nuova manifestazione per commemorare Masha Amini, la ragazza uccisa per non aver indossato in modo corretto il velo. Sul posto sono intervenute le Forze dell'Ordine che hanno sparato contro la folla e usato i lacrimogeni per fermare la protesta.

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Nella giornata di oggi, 26 ottobre, a Saqqez in Iran si è svolta una manifestazione in memoria di Masha Amini, la ragazza uccisa per aver indossato il velo nel modo sbagliato, ma le Forze dell’Ordine hanno aperto il fuoco contro la folla e usato lacrimogeni per fermare la protesta. La notizia degli scontri è stata diffusa dall’agenzia iraniana Isna, che racconta di come circa 10mila persone si siano radunate nel luogo dove è sepolta la ragazza per una commemorazione. “Abbasso il dittatore”, “Donne, vita, libertà” e “Siamo tutti Mahsa, hai lottato e lotteremo anche noi”. Sarebbero questi alcuni degli slogan che i presenti avrebbero urlato mentre entravano nel cimitero a piedi, visto che le autorità avevano deciso di chiudere le strade. In seguito all’intervento dei militari, una decina di manifestanti sarebbero stati arrestati.

Non è ancora chiaro se la famiglia della ragazza fosse presente alla manifestazione, in quanto avrebbe deciso di non organizzare alcuna cerimonia, anche se una fonte ha smentito alla BBC questa notizia. Alcuni attivisti iraniani parlano di minacce da parte delle autorità di Teheran nei confronti del fratello di Masha in caso di commemorazione, ma il gruppo “1500tavsir” rivela come alcune proteste in favore della ragazza si siano svolte anche nell’università e al Gran Bazar di Teheran. Nel frattempo, il Governatore del Kurdistan ha dichiarato che le strade non sono state chiuse e che la situazione a Saqqez è tranquilla, ma l’agenzia Isna riferisce che l’Iran ha tagliato la connessione internet al Paese per “ragioni di sicurezza”.

La ONG per i diritti umani Iran Human Rights ha dichiarato che su mille manifestanti arrestati e incriminati per le rivolte degli ultimi tempi, 234, tra cui 29 bambini, sono stati uccisi dalle Forze dell’Ordine. Anche la scalatrice Elnaz Rekabi, che si trova ai domiciliari per aver gareggiato senza velo ai campionati asiatici in Corea del Sud, ha voluto ricordare Masha Amini attraverso un messaggio su Instagram: “In questi giorni i miei eroi sono persone che pagano un caro prezzo per avere una vita normale”.

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