domenica, 27 Novembre 2022

“Ti prendo per il collo e ti appendo come i polli, ti ammazzo”: maestra d’asilo recidiva sospesa per maltrattamenti

Immortalata dalle telecamere, una maestra delle elementari, recidiva, è stata sospesa per quattro mesi dall'insegnamento. L'insegnante è stata colta per ben 42 volte dalle telecamere all'interno dell'asilo, dopo che la madre di un bambino vittima dei comportamenti della donna ha sporto denuncia ai Carabinieri.

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Una maestra d’asilo è stata temporaneamente sospesa perché ripresa più volte a percuotere e insultare i propri alunni. Il provvedimento cautelare emesso dal giudice delle indagini preliminari di Isernia, su richiesta della Procura, è stato notificato questa mattina 27 settembre. La maestra è al momento sotto inchiesta per maltrattamenti con l’aggravante che si tratta di minorenni.

I Carabinieri, a seguito della denuncia sporta dalla madre, si sono avvalsi delle videocamere all’interno della struttura. Sono stati documentati, quindi, solamente tra il 7 marzo e il 6 aprile 42 episodi significativi nei quali l’insegnante usava espressioni ingiuriose verso il bambino. “Perché non te ne vai, ma quanto sei brutto” oppure definendo il minore con l’appellativo di “animale”. “Non mi chiamo maestra perché non sono grassa come lei e come te”. “Qua devi stare, qua solo perché sei un animale, tu non sei un bambino come gli altri sei un animaletto”. Ha inoltre intimidito il bambino minacciandolo con “io ti spezzo le braccia”. E ancora: “Ti prendo per il collo e ti appendo come i polli. Io ti ammazzo”.

La denuncia della madre

La mamma ha segnalato lo scorso 12 febbraio, giorno in cui ha sporto denuncia, che a partire dal mese di dicembre 2021, il figlio mostrava evidenti “segni di malessere, come crisi di pianto, incubi notturni, stati di paura, che lo facevano svegliare dal sonno urlando e piangendo e lo spingevano a isolarsi. Il piccolo, inoltre, aveva riferito alla madre che “la maestra quando stava a scuola lo picchiava”.

La stessa madre dell’alunno, il 10 febbraio 2022, qualche giorno prima di sporgere denuncia, è stata testimone diretta di un altro episodio. Cosi racconta: “Nel recarsi a scuola, la maestra in questione rincorrere tra i banchi della classe il figlio che, una volta raggiunto, veniva afferrato, messo a testa in giù e percosso con uno schiaffo sul culetto. Dopo che il bambino riusciva a sottrarsi all’insegnante veniva nuovamente raggiunto da quest’ultima che agitava le mani verso il minore, come se lo stesse percuotendo, urlandogli che doveva andare via dalla classe”.

I compagni incitati alla violenza

La docente incitava poi i compagni di classe alla violenza nei confronti del bambino, come evidenzia la procura nel caso del 28 marzo: “istiga alcuni compagni ad aggredirlo e successivamente, dopo che si sono consumate tre aggressioni in suo danno, ne giustifica i responsabili attribuendo solo al malcapitato la responsabilità dell’accaduto”. La maestra è sotto inchiesta per maltrattamenti con l’aggravante che si tratta di un minorenne. La Procura evidenzia che in situazioni simili c’è “la necessità di rivolgersi in tempi rapidi alle forze dell’ordine e alla Procura per l’attivazione di indagini tempestive ed utili per verificare i fatti, le eventuali responsabilità e così determinare l’interruzione di condotte illecite particolarmente pericolose nei confronti di persone indifese come i bambini”.

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