mercoledì, 5 Ottobre 2022

Scambiata in culla fa causa alla Regione: risarcimento da 1 milione di euro. L’incredibile scoperta su Facebook

Antonella e la sua vera famiglia hanno ottenuto in primo grado dal Tribunale di Trani un maxi-risarcimento da un milione di euro e bisognerà capire se la Regione Puglia procederà con l'appello. A mamma Caterina spetteranno 215mila euro, come al marito, e 81mila euro a suo figlio "per non aver potuto vivere compiutamente la relazione parentale" con la ragazza.

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Scambiate nella culla il 22 giugno 1989 nell’ospedale di Canosa di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani, hanno scoperto casualmente nel 2012, tramite alcune foto postate su Facebook, di non essere figlie dei propri genitori. Quel giorno, dopo essere venute al mondo, erano state portate nel nido del nosocomio pugliese senza che a nessuna delle due fosse applicato il braccialetto con i dati personali. Insomma, un brutto scherzo del destino scoperto a distanza di 23 anni dalla loro nascita da Antonella, una delle due bambine ormai 33enne, che dopo aver acclarato nel 2013 con il test del dna di non essere figlia di Loreta, ma di Caterina, ha fatto causa alla Regione Puglia e alle Asl Bari e Bat. Le aziende sanitarie non sono state ritenute legittimate a risarcire eventuali danni e, secondo la sentenza in primo grado del Tribunale civile di Trani, ogni colpa ricade invece sulla Regione, in quanto responsabile dell’ospedale di Canosa, in cui avvenne lo scambio all’epoca dei fatti.

Risarcimento da un milione di euro

Antonella e la sua vera famiglia hanno ottenuto per ora un maxi-risarcimento da un milione di euro e bisognerà ora capire se la Regione procederà con l’appello. Secondo quanto riportato da Repubblica, la sentenza prevede che a mamma Caterina spettino 215mila euro, come a suo marito, e 81mila euro vengano dati a suo figlio, “per non aver potuto vivere compiutamente la relazione parentale” con Antonella. La vita di quest’ultima è stata molto difficile, in quanto abbandonata da piccola da Loreta e maltrattata dal padre, una situazione culminata tra le mura di un orfanotrofio e poi in pile di pratiche per l’adozione. Indubbiamente meno complessa e più fortunata la vita di Lorena, che ha avuto un rapporto difficile con Caterina e suo marito, ma che rientra nella normalità dei rapporti familiari.

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