sabato, 1 Ottobre 2022

Crisi idrica nelle Marche allarme incendi in Liguria: Regioni pronte allo stato di Emergenza

Regione Marche ha presentato al Dipartimento nazionale di Protezione civile la richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza a seguito della crisi idrica. In Liguria, dopo un'altra giornata segnata da incendi nell'Imperiese, Savonese e Genovesato, si sta valutando di chiedere il riconoscimento dello stato di emergenza

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Crisi idrica e incendi continuano a mettere in ginocchio l’Italia, senza distinzione di latitudine. Oggi, 11 agosto, sono 2 le regioni che hanno dato voce alla situazione da bollino rosso sui territori. Nelle Marche l’assessore regionale alla Protezione civile Stefano Aguzzi su mandato del Presidente Francesco Acquaroli ha presentato al Dipartimento nazionale di Protezione civile la richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza a seguito della crisi idrica. In Liguria invece, come riferisce il Vicepresidente Alessandro Piana, si sta valutando di chiedere il riconoscimento dello stesso provvedimento per gli incendi che hanno colpito la regione negli ultimi giorni.

Regione Marche presenta la dichiarazione di stato di emergenza

La Regione Marche si era già mossa nei mesi scorsi con vari provvedimenti per far fronte alle anomale condizioni climatiche caratterizzate da alte temperature e assenza di precipitazioni significative: il 28 luglio scorso, con valenza dal 1 agosto al 15 ottobre 2022, era stata disposta la sospensione del prelievo dai corsi d’acqua superficiali nelle provincie di Pesaro e Urbino, ad eccezione del solo uso idropotabile e dell’abbeveraggio del bestiame. Pochi giorni dopo, il 2 agosto l’assessore regionale alle risorse idriche Stefano Aguzzi aveva riferito dell’emergenza idrica in territori montani come le zone di Macerata, Ussita, Visso e Pieve Torina e della situazione di drammatica secca di fiumi e invasi. La procedura per arrivare allo stato di emergenza era quindi già stata avviata e comunicata l’8 luglio scorso alla Protezione civile nazionale con nota ufficiale.

Regione Marche ha reso noto di aver presentato al Dipartimento nazionale di Protezione civile la richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza per l’intero territorio regionale a seguito della crisi idrica. Secondo quanto riporta il comunicato pubblicato sul sito della regione, la documentazione presentata è stata elaborata dalla Direzione ambiente e risorse idriche e dalla Direzione Protezione civile e sicurezza del territorio regionali anche recependo quanto segnalato dai Comuni e dalle diverse autorità ATO, ambito territoriale ottimale, in merito alle misure da mettere in campo per affrontare la crisi idrica. In particolare i Comuni dovrebbero destinare 700 mila euro e gli ATO circa 5,5 milioni di euro per spese straordinarie. A questa cifra le Autorità Ambito territoriale ottimale dovrebbero aggiungere altri 10 milioni di euro per interventi strutturali di medio e lungo termine.

Il comunicato ribadisce le difficoltà già emerse ed evidenziate con gli interventi del 28 luglio e del 2 agosto scorsi: le zone più colpite sono quindi le provincie di Pesaro Urbino, Ascoli Piceno e Macerata, mentre quelle di Ancona e Fermo si trovano in una situazione di minor disagio. Nonostante questo, la richiesta per lo stato di emergenza è stata fatta per tutto il territorio regionale e a tutta la cittadinanza è stato richiesto di limitare i consumi di acqua, evitando anche gli sprechi.

Regione Liguria verso lo stato di emergenza per gli incendi

La Liguria sta valutando di chiedere il riconoscimento dello stato di emergenza per gli incendi che hanno colpito la Regione negli ultimi giorni“: è quanto ha dichiarato Alessandro Piana, vicepresidente della regione. La frase è stata pronunciata durante un sopralluogo di Gian Marco Centinaio, sottosegretario alle Politiche agricole e forestali, nelle aree del savonese colpite dagli incendi. Centinaio ha spiegato che: “È assolutamente possibile ottenere un risarcimento dei danni in Liguria, abbiamo bisogno che la Regione chieda lo stato di calamità naturale come ha fatto la Toscana, in modo da poter ragionare attraverso i fondi Psr, di programma di sviluppo rurale, e i fondi nazionali su come aiutare gli agricoltori. Facciamo la conta dei danni e vediamo come poterli aiutare, lo stiamo facendo sulla siccità e non vedo perché non lo si possa fare per gli incendi“.

Regione Liguria, che nelle settimane scorse aveva chiesto al Governo lo stato di emergenza per la siccità, ha visto anche oggi all’opera i Vigili del Fuoco su più fronti. Nella giornata di oggi è proseguito l’incendio nei boschi sopra Ne, nella Città metropolitana di Genova. Roghi anche nel Savonese, dove sono andati in fumo oltre 430 ettari di bosco e macchia, e nell’Imperiese tra Imperia e Diano Marina, dove sono bruciati oltre duemila metri quadrati di macchina mediterranea.

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