martedì, 16 Agosto 2022

Emergenza siccità, Zaia sul Veneto: “Siamo in bollino ultrarosso”. Problemi anche in Piemonte e nelle Marche

La crisi idrica continua a minacciare gran parte dell'Italia: il Veneto chiede l'aiuto dei cittadini per non consumare acqua, il Piemonte ha finito le riserve e le Marche chiederanno lo Stato di Emergenza il 2 agosto.

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La siccità sta mettendo in ginocchio sia il Nord che il Sud Italia. Sono molti i Governatori preoccupati per la crisi idrica e la carenza di piogge. Tra questi, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha mandato l’allarme riguardo alcune zone che necessitano di un intervento urgente a causa della dispersione di acqua tra il 70% e l’80%. “Siamo in disgelo anticipato di tre mesi, lo stato in cui versiamo oggi dovrebbe verificarsi a fine estate ma ora siamo in bollino ultrarosso ha dichiarato Zaia. “È un anno particolare per il Veneto, il 21 Aprile 2022 abbiamo presentato la richiesta di Stato di Crisi al Governo, ma non vedendo risposte, abbiamo dichiarato autonomamente lo stato il 3 maggio“.

Il Presidente del Veneto ha inoltre ribadito che il Governo ha stanziato 4,8 milioni di euro per provvedere alla crisi idrica. Alcune attività per contrastare l’emergenza sono state avviate ma è necessario agire con velocità. Infatti il cuneo salino del Po è arrivato a 21 chilometri, quando nella norma dovrebbe trovarsi tra i 300 e i 400 metri. Per evitare il prosciugamento totale delle fonti d’acqua, Zaia ha invitato i cittadini a non consumarla eccessivamente per attività futili, come lavare l’auto o tirare lo sciacquone tante volte.

In Piemonte sono finite le riserve d’acqua

Anche l’Assessore all’Ambiente del Piemonte Matteo Marnati ha espresso la sua preoccupazione per la situazione della regione. “Più si sale in montagna più le percentuali di dispersione superano il 60%, più scendiamo in pianura e più arriviamo sotto il 20%. L’importante è sostituire le tubature dove gli acquedotti hanno oltre cinquant’anni”. La provincia di Alessandria è in difficoltà ed è per questo che Marnati ha richiesto l’aiuto da parte dello Stato per l’acquisto di autobotti. “L’acqua che sta scendendo oggi sui bacini idroelettrici è acqua glaciale, cioè che è dovuta purtroppo allo scioglimento dei ghiacciai a causa dell’innalzamento dello zero termico. Arriva acqua ma stiamo perdendo le riserve”, ha continuato l’Assessore.

Le Marche chiedono lo Stato di Emergenza

La Regione Marche il 2 agosto 2022 chiederà lo Stato di Emergenza. L’Assessore regionale alle Risorse Idriche delle Marche Stefano Aguzzi ha riscontrato una forte emergenza nei luoghi di montagna dove ci sono gli allevamenti, tra cui la zona di Macerata, Ussita, Visso e Pieve Torina. “Il fiume Metauro nella provincia di Pesaro Urbino è quasi a secco e gli invasi sono al 20% della loro potenzialità. Tra pochi giorni non ci sarà più acqua da attingere per gli acquedotti di Fano e Pesaro“, ha riferito Aguzzi. Per affrontare la situazione è stato riaperto il pozzo del Burano con una portata di 200 litri al secondo in modo da mantenere vivo il fiume Metauro. Negli anni precedenti, il pozzo era stato aperto per 400 litri al secondo in caso di emergenza ma, almeno in questa fase, si cerca di evitare la pressione su questa fonte d’acqua.

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