sabato, 28 Maggio 2022

Carabinieri e ispettori al liceo delle molestie. I docenti: “Non siamo stati in grado di capire”

I CC acquisiscono la documentazione necessaria alle indagini e tre ispettori del Ministero arrivano al Valentini-Majorana. I docenti scrivono una lettera di scuse, mentre la preside continua a negare. Venerdì l'interpellanza in Parlamento.

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Prosegue la vicenda del liceo “Valentini-Majorana” di Castrolibero, in provincia di Cosenza, dove un professore è stato accusato di molestie da diverse studentesse ed ex studentesse. Nella giornata di ieri nell’istituto sono arrivati i Carabinieri per acquisire, su delega della Procura della Repubblica di Cosenza, i documenti necessari alle indagini sulle molestie denunciate da una delle giovani. La ragazza, che ha raccontato di aver subito palpeggiamenti dal docente in questione, nonché la richiesta di foto intime in cambio della sufficienza, ha presentato denuncia ai carabinieri nei giorni scorsi. La Procura aveva, intanto, già avviato un’inchiesta conoscitiva su quanto accaduto, in seguito allo scandalo di portata nazionale scoppiato dai social.

Il profilo Instagram creato per segnalare le molestie, che ha dato avvio alla vicenda.

Arrivati in mattinata gli ispettori del Ministero

Questa mattina tre ispettori, incaricati dal ministro dell’istruzione Maurizio Bianchi, hanno raggiunto l’Istituto di Castrolibero. L’obiettivo è far luce sulla questione e capire se vi siano responsabilità da parte della scuola, come sostenuto dagli studenti. Al vaglio degli ispettori le procedure avviate dalla dirigente scolastica Maletta in merito alle molestie sessuali segnalate. «Stiamo facendo tutto il prima possibile – precisa il Dicastero – il Ministro ci tiene molto a fare chiarezza sulla vicenda». Lo stesso Bianchi aveva, infatti, dichiarato che «se dovesse essere confermato, quanto denunciato da ragazze e ragazzi dell’istituto di Castrolibero sarebbe inaccettabile». Da accertare anche atteggiamenti discriminatori e vessatori nei confronti degli studenti da altri docenti del liceo.

La protesta degli studenti non si ferma

Continua l’occupazione da parte degli studenti del liceo, che si protrae ormai da una settimana. Secondo quanto testimoniato dai ragazzi, la preside avrebbe tentato ogni forma di dissuasione, spegnendo prima i riscaldamenti e facendo diffondere aria fredda nella struttura e poi, nella giornata di ieri, invitando a sospendere la protesta per «consentire agli studenti con disabilità il rientro a scuola». La dirigente scolastica, Iolanda Maletta, accusata dagli studenti di aver protetto per anni il docente responsabile degli abusi, ha inviato una lettera ai genitori scrivendo che «sentite le richieste e le preoccupazioni di molti genitori, occorre precisare che è necessario portare avanti la continuità dello studio e lo sviluppo del processo formativo di tutti, in particolar modo degli alunni con disabilità e che nessun procedimento disciplinare sarà adottato nei confronti dei manifestanti». Un poco velato invito alla sospensione dell’occupazione che ha contribuito a portare alla luce i vergognosi fatti che si sarebbero verificati fra le mura del Valentini-Majorana. Un invito che gli studenti non intendono accogliere finché eventuali colpe e responsabilità non siano accertate e non siano presi provvedimenti nel merito. D’altra parte viene ben difficile credere alle parole della preside che pare sostenere che molti genitori siano così turbati dall’interruzione dello studio al punto da affidare i propri figli ad un ambiente che non è stato ancora accertato sia in grado di tutelarli. Gli occupanti hanno, tuttavia, ricevuto il sostegno e la solidarietà degli studenti degli altri licei e delle associazioni della zona. Oggi una delegazione di studenti del liceo Scorza di Cosenza ha manifestato vicinanza presenziando davanti al Valentini-Majorana.

La preside continua a negare

La dirigente Maletta, intanto, continua a sostenere che non era a conoscenza dei fatti. Ai microfoni del Le Iene, la preside ha dichiarato di non sapere a quale docente ci si riferisca, né di sapere se frequenti attualmente la struttura. Affermazioni totalmente smentite dalle e-mail che la stessa preside ha scambiato nel 2018 con la famiglia della studentessa che oggi ha denunciato il docente. Nella corrispondenza la preside assicura di aver «mantenuto la promessa», ovvero di aver applicato sanzioni al docente per le molestie ai danni della studentessa. Sanzioni, queste, che non è dato conoscere, visto il riserbo mantenuto dalla dirigente, ma che sicuramente sono state del tutto insufficienti, essendo il professore tornato pochi mesi dopo nei corridoi della scuola, a contatto con studentesse minorenni. In onda su Italia Uno anche gli inequivocabili sms che il docente avrebbe inviato ad una delle ragazze molestate. «Sei sempre più bella, mi fai pensare a cose a cui non dovrei pensare» e ancora «Sto aggiornando i tuoi voti, sei quasi vicina alla sufficienza. Mandami quelle foto che ti ho chiesto».

I docenti scrivono agli studenti

Sei docenti dell’istituto hanno scritto ieri una lettera di scuse ai loro studenti, in cui si legge: «Di fronte all’evidente inadeguatezza di chi doveva offrire in questi giorni ben altre risposte, noi docenti forse non siamo stati in grado di ascoltare, di vedere e quindi di capire il disagio che evidentemente pervadeva nel profondo questa scuola. E di questo, noi tutti, non possiamo non sentire il rimorso. Al di là di come finirà questa vicenda dal punto di vista giudiziario rispetto a chi vi è coinvolto (e per il quale vale sempre la presunzione di innocenza), il tema che ci avete posto di fronte è molto più grande, per certi versi anche più grave. A cominciare da quello di superare fino in fondo una cultura sessista e del possesso (…). Qualcosa che sta dentro di noi e di cui troppo spesso siamo inconsapevoli e che emerge in forme troppo spesso superficialmente sottovalutate ma che feriscono, lacerano nel profondo, distruggono coscienze. Ecco, care ragazze e cari ragazzi, quando rientreremo in classe insieme dovremo lavorare su come tornare ad essere davvero una comunità protesa alla difesa della dignità di tutte e di tutti.»

Vicinanza anche dalla Provincia

Il presidente della Provincia di Cosenza Ferdinando Nociti ha incontrato, nel pomeriggio di ieri, la rappresentante dell’istituto e presidentessa provinciale e regionale della Consulta, Elisabetta de Napoli. Per mezzo della rappresentante i ragazzi hanno espresso il loro disagio nel dover dormire in spazi non riscaldati. «Ritenendo di non poter rimanere indifferenti rispetto alla richiesta formulata dagli studenti, la Provincia – ha detto il presidente Nociti – si è fatta immediatamente carico della problematica e già a partire da questa sera gli spazi della scuola interessati dall’occupazione saranno riscaldati anche durante le ore notturne». A conclusione dell’incontro, sia il presidente sia la rappresentante si sono augurati che «venga fatta luce sulla vicenda permettendo così la ripresa delle normali attività didattiche».

Interpellanza in Parlamento

Nella giornata di venerdì la vicenda arriverà anche in Parlamento, portata dalla deputata Laura Boldrini che ha dichiarato: «Sono al fianco di studentesse e studenti di Cosenza in protesta contro gli abusi sessuali ai danni di 13 compagne di liceo, di cui è accusato un professore dell’istituto. È doveroso ascoltarle e sostenere la loro battaglia! Venerdì l’interpellanza del Pd porta il caso in aula». Anche la ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti si è espressa sulla vicenda «Siamo di fronte a una generazione di ragazze che con coraggio ha preso la parola, ha denunciato, vuol dire che c’è una consapevolezza nuova, la decisione di non subire più né violenza, né sessismo».

 

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