mercoledì, 18 Maggio 2022

Variante Omicron, svelato il meccanismo d’azione della proteina Spike

Omicron sfugge meno all'immunità indotta dai vaccini rispetto a quella generata dall'infezione naturale

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Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della British Columbia in Canada e pubblicato su Science, sarebbe stato rivelato il meccanismo d’azione che permette alla proteina Spike della variante Omicron di entrare nelle cellule umane. La struttura molecolare della proteina sembrerebbe in grado di aumentare la trasmissibilità e di eludere le difese immunitarie, donando indicazioni importanti per la creazione di terapie più specifiche ed efficaci.

Secondo Sriram Subramaniam, responsabile dello studio, “i risultati indicano che Omicron ha una maggiore affinità di legame rispetto al virus originario, con livelli più simili a ciò che vediamo con la variante Delta. Va notato come la variante Omicron si sia evoluta per conservare la sua capacità di legarsi alle cellule umane nonostante un numero così elevato di mutazioni.”

Lo studio ha dimostrato che la proteina Spike di Omicron presenta 37 mutazioni inedite, un numero notevolmente più alto rispetto alle varianti precedenti. Grazie alla microscopia crioelettronica, è stato possibile individuare l’analisi strutturale: le mutazioni R493, S496 e R498 danno il via a nuovi legami ionici e legami idrogeno tra la proteina Spike e il recettore Ace-2. Tali legami aumentano la predisposizione del virus per le cellule umane; altre mutazioni, per esempio la K417N, riducono invece la forza di questi legami.

Altri studi dimostrano che Omicron, rispetto alle altre varianti, riesce a sfuggire a tutti e sei i monoclonali testati (cinque dei quali risultano completamente inefficaci) e mostra una grande abilità nell’eludere gli anticorpi prodotti dal vaccino o dalle persone guarite dal virus. “Nello specifico, Omicron sfugge meno all’immunità indotta dai vaccini rispetto a quella generata dall’infezione naturale nei pazienti non vaccinati. Questo suggerisce che la vaccinazione rimane una delle nostre migliori armi di difesa”, conclude Subramaniam.

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