sabato, 22 Gennaio 2022

Qatar 2022, gli organizzatori: “Vietato mostrare l’omosessualità e niente manifestazioni di affetto tra giocatori”

Non solo un vero e proprio schiaffo ai diritti: alla Coppa del Mondo 2022 non saranno consentite manifestazioni d'affetto tra i giocatori. Ma per Nasser Al-Khater il Qatar è un posto sicuro per tutti.

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I Mondiali in Qatar non sono ancora iniziati e già suscitano indignazione. Dopo i 6.500 lavoratori migranti morti nella costruzione del decantatissimo stadio, a far rabbrividire sono le parole di Nasser Al-Khater, presidente del comitato organizzatore di Qatar2022, secondo il quale nell’emirato mostrare “l’omosessualità non è consentito”, ma che i calciatori LGBTIQ+ avranno il diritto di giocare come tutti gli altri. Inoltre, “le manifestazioni pubbliche di affetto tra gay sono disapprovate e questo vale per tutti”. Al-Khater ha giustificato le sue parole sottolineando che “il Qatar e i Paesi limitrofi sono molto conservatori e chiediamo ai tifosi rispetto”. Ma i calciatori della comunità possono stare tranquilli: il presidente ha assicurato ai partecipanti che saranno al sicuro indipendentemente dall’orientamento sessuale e “potranno fare ciò che farebbe qualsiasi altro essere umano”.

“L’idea che le persone non si sentano al sicuro qui non è vera – ha detto Al-Khater alla Cnn. L’ho già detto e lo ribadisco, tutti sono i benvenuti qui. Tutti sono i benvenuti qui e tutti si sentiranno al sicuro qui. Il Qatar è un paese tollerante. È un paese accogliente. È un paese ospitale”. Tuttavia, nel Paese che ospiterà la Coppa del Mondo l’omosessualità è illegale e punibile fino a tre anni di carcere. A novembre, proprio il calciatore australiano Josh Cavallo, l’unico giocatore dichiaratamente gay del massimo campionato di calcio maschile, aveva espresso un grande timore di giocare in Qatar a causa delle norme contro gli omosessuali.

 

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