sabato, 4 Dicembre 2021

Mobilità sostenibile, due giorni a Roma per fare il punto: l’Italia ferma al palo

Due giorni a Roma per parlare di mobilità sostenibile. Ma l'Italia non è ancora pronta a questo tipo di innovazione. Una parte della popolazione probabilmente farà fatica ad accettare il cambiamento.

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Mentre a Glasgow, alla Cop26, si parla di emergenza climatica e delle misure urgenti da intraprendere per ridurre le emissioni di Co2 entro il 2030, a Roma si parla di mobilità sostenibile. Argomento principale del convegno ‘Wave, la mobilità nella città sostenibile‘, che prevede otto tavoli di lavoro e oltre quaranta relatori.

Wave nasce da un’idea di Core. Si tratta di una start-up specializzata nella comunicazione corporate e istituzionale. Insieme a Core, anche Ferrovie dello Stato, Aci – Automobile Club d’Italia, Axpo Italia e Honda. Il convegno è stato realizzato con il patrocinio della Commissione Europea, del ministero della Transizione Ecologica, ministero delle Infrastrutture della Mobilità Sostenibili, del Comune di Roma e di Rai per il Sociale, con la media partnership de Il Sole 24 Ore che trasmetterà l’evento in diretta streaming.

Ad aprire il convegno, è stato il viceministro dello sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin che ha delineato la strategia italiana per la mobilità del futuro con Angelo Sticchi Damiani, presidente Aci. Poi c’è stato il turno delle strart-up che hanno esposto percorsi, modalità e fondi per consentire lo sviluppo di un progetto, a partire dalla sua ideazione, progettazione e lancio sul mercato. Come ad esempio veicoli con tecnologia di connessione da remoto, oppure sistemi innovativi di ricarica per veicoli elettrici.

Particolare attenzione è stata data alle direttive europee sulla mobilità sostenibile, applicate in Italia. In merito a ciò, il responsabile dell’area tecnica Aci, Enrico Pagliari, è intervenuto con queste parole: “Bisogna fare i passi avanti in modo graduale. Sappiamo tutti che dovremmo andare verso una mobilità elettrica ma questo passaggio dev’essere economicamente sostenibile. Spesso non si parla dell’energia che servirà per fare andare avanti questi veicoli elettrici. Bisogna investire nelle reti di distribuzione elettrica e anche nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Serve equilibrio per questi cambiamenti. Dobbiamo tutti fare il nostro dovere e aiutarci”.

Ma il grande ostacolo alla strategia europea per una mobilità sostenibile sono i finanziamenti. Infatti, Pierpaolo Settembri, capo unità del Coordinamento Dg Move della Commissione europea, ha spiegato: che “Oggi abbiamo tutti riconosciuto che siamo davanti ad una sfida epocale. La Strategia europea per una mobilità sostenibile e intelligente, in fase pre Covid aveva un grande scoglio, quello del finanziamento. Il Covid, inevitabilmente bloccando i trasporti, ha permesso di creare l’urgenza per mettere in campo risorse straordinarie e fondi importanti a cui non eravamo abituati. La strategia si riassume in 3 principi: tutte le modalità di trasporto dovranno diventare più sostenibili, bisogna aumentare le alternative sostenibili rispetto a quelle esistenti e bisogna anche riequilibrare gli incentivi positivi in relazione all’inquinamento e all’utilizzo delle infrastrutture. Non si tratta solo di incentivi economici. A volte bastano degli stimoli”.

Secondo il sindaco di Treviso, intervenuto al Wave, l’Italia non è ancora pronta a questo tipo di innovazione: “Noi non siamo esattamente pronti come Paese per il cambiamento. Da un punto di vista ideologico lo siamo, ma la verità è che dobbiamo fare i conti con le strutture e ciò che abbiamo a disposizione. Noi dobbiamo dare risposte ai nostri cittadini e accompagnarli nel cambiamento. Non siamo i migliori in Europa ma nemmeno i peggiori. A Treviso abbiamo accelerato con il piano urbano della città sostenibile e stiamo lavorando già da un anno alla città dei 15 minuti. Noi dobbiamo formare anche i nuovi dirigenti, perché le competenze che oggi richiede un settore come quello dell’ambiente e della mobilità sono davvero altissime. Il nostro obiettivo è creare una città a misura di bambino. Noi continueremo in questa direzione senza però dimenticarci di tutta quella fetta di popolazione che probabilmente farà fatica ad accettare il cambiamento. Se non creiamo i presupposti giusti, i cittadini saranno sempre restii”.

Nella seconda e ultima giornata di oggi si parlerà delle opportunità del Pnrr per una mobilità innovativa e sostenibile, Automotive e mobilità condivisa.

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