lunedì, 6 Dicembre 2021

Margaret Atwood torna in libreria con un romanzo inedito: “Lesioni personali”

Torna nelle librerie Margaret Atwood con "Lesioni personali", un insieme di tutte le tematiche care all'autrice scritte da una penna inconfondibile.

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Dopo il successo de “Il racconto dell’Ancella“, divenuta anche una serie tv sul piccolo schermo di Netflix nel 2017, che vanta nove premi Emmy Awards e due Golden Globe, Margaret Atwood torna in libreria con un romanzo inedito “Lesioni personali“, edito Ponte alle Grazie che ha curato tutte le sue uscite, traduzione di Guido Calza.

La Atwood è una scrittrice canadese estremamente prolifica, si possono contare 25 pubblicazioni, tra romanzi, racconti, raccolte di poesie, saggi e persino libri per bambini. Lei fu candidata diverse volte al Premio Nobel per la letteratura, vincendo solo il Booker Prize nel 2000 per “L’assassino cieco” e nel 2008 vinse il premio Principe delle Asturie.

La sua penna ha sempre fatto un po’ discutere, dal 1950 ha fatto notare di tenere a cuore diverse tematiche, come quella della liberazione della donna e il cambiamento dei ruoli sessuali.

In “Lesioni personali” per qualche momento rivediamo la sua Toronto, dove l’autrice vive. La nostra protagonista è una giovane giornalista di nome Rennie che si occupa di scrivere articoli di viaggi e di moda. Vola nei Caraibi, sull’isola di St. Antoine, per scrivere un pezzo sul costume della località ma la sua esperienza non è proprio come se la immaginava, si troverà a doverne vivere una in un mondo diverso, le sue regole di sopravvivenza lì non contano. Con la sua penna la Atwood ci trasporta in un luogo in cui regna un’immobilità soffocante, rallentata e corrotta, scenario di una vicenda di potere, di traffico d’armi, di complesse e oscure reti di relazioni.

Nel romanzo spiccano subito agli occhi dei più attenti la presenza di tutte le tematiche più care all’autrice, tra queste: il ruolo della donna nella coppia e nella società, il retaggio di un’educazione moralista, il rapporto con il proprio corpo, la libertà individuale e un interesse sociale politico, puntando i riflettori sulla democrazia.

Tra momenti di forte impatto emozionale, flashback che rendono chiara la figura della nostra protagonista, si apre un immaginario che non comprendiamo fino alla fine del romanzo. Alcuni indizi ce li fornisce la Atwood durante la lettura, la sua inclinazione alle tematiche sociali, politiche si fanno sentire, soprattutto nell’ultima parte del romanzo dove si entra nel vivo della storia. Una penna fluida, a tratti spigolosa e coinvolgente. Una storia che non si ferma alla sola carta ma che si rispecchia nella realtà.

Anche la vita è una malattia sociale sessualmente trasmissibile.

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