giovedì, 9 Dicembre 2021

Bolsonaro a Padova per la cittadinanza: tensioni e scontri fra oppositori e Polizia

il presidente del Brasile, dopo l'impegno del G20 a Roma, ha deciso di visitare il luogo di origine dei suoi antenati emigrati in Brasile. E così, il suo arrivo, ha scatenato proteste e scontri tra chi lo ostacolava e la polizia.

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Proteste e cori antifascisti ieri in Piazza Matteotti, ad Anguillara, nel basso padovano, per l’arrivo di Jair Bolsonaro. Le persone urlavano “Misogino”, “fascista” a pochi passi dalla villa dove era atteso per il pranzo. Lì, invece, il clima era completamente diverso. Chi lo aspettava, inneggiava a lui come un mito a ritmo di samba. Ma perché Bolsonaro si trovava lì? Perché il presidente del Brasile, dopo l’impegno del G20 a Roma, ha deciso di visitare il luogo di origine dei suoi antenati emigrati in Brasile. E così, il suo arrivo, ha scatenato proteste e scontri tra chi lo ostacolava e la polizia.

La tensione è salita alle stelle perché la sindaca leghista Alessandra Buoso della città di Anguillara ha addirittura deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria. Intanto, Elena Bocchin, consigliera di opposizione, in piazza parlava alla folla dei contestatori: “Sono contro Bolsonaro perché sono per la vita, per l’Amazzonia e per i poveri che stanno cercando cibo fra le carcasse di animali”. “È mai possibile che venga data la cittadinanza onoraria a uno che in un paese con 600 mila morti di Covid non porta la mascherina, non si vaccina… a un presidente che dice “meglio un figlio morto che un figlio gay”. Ha continuato Floriana Rullo dell’Anpi. Nel coro dei contestatori c’erano brasiliani, studenti e universitari, politici di sinistra.

Al suo arrivo, Bolsonaro ha abbracciato i suoi fan accalcati ai cancelli. “State calmi, sono felice ed emozionato di essere qui, dove ci sono le mie radici, oggi starò per la prima volta insieme con i parenti di allora e di oggi, cerchiamo giorni migliori per tutti… abbiamo moltissimo sostegno popolare”. Intanto, arrivavano gli invitati al pranzo con Bolsonaro: il vicesegretario federale del Carroccio Lorenzo Fontana, l’europarlamentare Mara Bizzotto. Non potevano mancare i “Bolzonaro”, con la “z” trasformatasi poi in “s” in Brasile. C’è Renzo, artefice della ricostruzione dell’albero genealogico del legame con Jair. Ma c’è anche chi è rimato a casa, scegliendo di non andare come Giannina: “Volevo evitare contestazioni. Penso che sia una persona controversa, non approvo tante sue scelte però è stato eletto e lo rispetto”.

Ancor prima di entrare nella villa, un giovane è uscito accompagnato dai Carabinieri: Vinicius Vettori, 34 anni, brasiliano trasferito in Italia. Ha raccontato di averlo avvicinato e di avergli detto che la storia lo condannerà. “a gennaio mio nonno è morto di Covid in Brasile, se si vaccinava forse si salvava. Lui mi ha detto di andare via”. Poi  arrivato il consigliere della Lega Stefano Valdegamberi, “Ho visto il presidente piangere dall’emozione quando gli abbiamo cantato “Mamma son tanto felice”. Nel frattempo le tensioni e gli scontri salivano a Padova tanto da costringere il presidente Bolsonaro a cambiare il suo programma.  Oggi sarà a Pistoia per commemorare i militari brasiliani caduti in guerra, insieme a Matteo Salvini.

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