mercoledì, 8 Dicembre 2021

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla candidatura agli Oscar di Sorrentino

Da non perdere

Con poca sorpresa, il film È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino qualche giorno fa è stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar 2022 nella categoria di Film InternazionaleInternational Feature Film Award. Forse vi chiederete: ma chi lo ha deciso? Come ci arriva un film italiano agli Oscar? Seguendo il regolamento dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, la scelta, alquanto prevedibile dopo la vittoria del Gran Premio della Giuria alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, è stata fatta prendendo in considerazione i film italiani la cui prima distribuzione in Italia sia avvenuta nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2021 e per almeno sette giorni consecutivi. A designare il film di Sorrentino come candidato italiano, su incarico dell’Academy, è stata invece una Commissione di Selezione istituita dall’ANICA, associazione di categoria che rappresenta le industrie italiane del cinema e dell’audiovisivo, riunitasi davanti a un notaio. Della Commissione hanno fatto parte nomi noti del settore quali Alberto Barbera (Direttore artistico della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia), Nicola Borrelli (Direttore Generale per il Cinema, Ministero dei beni e della attività culturali), Francesca Calvelli, Edoardo De Angelis, Piera Detassis, Andrea Goretti, Benedetto Habib, Federica Lucisano, Paolo Mereghetti, Lucia Milazzotto e Anna Praderio.

Questo vuol dire che È Stata la mano di Dio è già candidato agli Oscar? Ebbene no. Seppur l’Italia spera di fare il bis dopo La Grande Bellezza, il film di Sorrentino non è ancora ufficialmente candidato, perché l’annuncio delle nomination finali, con il quale scopriremo se l’Italia farà parte della cinquina dei film nominati, è previsto per l’8 febbraio 2022.

Come è nata la categoria internazionale
Quando il film sudcoreano Parasite nel 2020 ha vinto l’Oscar per miglior film, il regista Bong Joon-ho ha dichiarato di ritenere strano che nessun film coreano fosse mai stato candidato prima di allora, definendo la cerimonia “troppo locale”. Di quanto siano americanocentrici gli Academy non c’è da stupirsi e gli americani stessi se ne sono accorti nel 1956, quando hanno deciso di creare la categoria denominata “Miglior Film Straniero”, che ha mantenuto lo stesso nome fino al 2019. Oggi la categoria ha infatti il nome di “Film Internazionale”, poiché come ha dichiarato Larry Karaszewski, membro del Consiglio dell’Academy, “il riferimento straniero è obsoleto all’interno della comunità cinematografica globale” mentre la parola internazionale “rappresenta meglio questa categoria e promuove una visione positiva e inclusiva del cinema e dell’arte del cinema come esperienza universale”. Nonostante il cambio del nome, il regolamento però è rimasto lo stesso. Per rientrare negli standard dell’Academy, un film internazionale deve infatti avere le seguenti caratteristiche:

  • non deve essere stato distribuito negli Stati Uniti, ma deve essere stato proiettato in una sala commerciale per almeno una settimana nel suo paese d’origine;
  • il dialogo deve essere prevalentemente non inglese;
  • il controllo creativo del film deve essere stato in gran parte nelle mani di cittadini o residenti del paese candidato;
  • ogni paese può selezionare solo un film all’anno da prendere in considerazione per la nomination, con il processo supervisionato da un comitato di designazione del paese.

Soprattutto quest’ultimo punto riguardante l’esternalizzazione della nomina, affidata a un’organizzazione, giuria o comitato del paese straniero, ha spesso sollevato polemiche, poiché ci sono paesi come la Cina, la Russia o l’Iran dove vige una forte politica di censura e alcuni registi sono stati arrestati anche solo per loro posizioni politiche. Per fortuna in Italia la censura sembrerebbe terminata da un po’, ma forse sarebbe il caso che l’Academy aggiorni il proprio regolamento adattandolo anche la situazione socio-politica globale.

I favoriti del 2022
Nonostante l’Italia sia il paese con più vittorie nella categoria di Film Internazionale (ben 14, a cui seguono le 12 della Francia), che Sorrentino possa fare una doppietta dopo La Grande Bellezza è un evento abbastanza improbabile. Secondo gli esperti del settore, sono infatti altri i film che potrebbero ambire alla statuetta. Tra questi c’è sicuramente Titane di Julia Ducournau, candidato della Francia e vincitore della Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes. Una scelta bizzarra che però potrebbe giocare a favore della Francia. Gli altri favoriti sono il thriller Memoria con protagonista Tilda Swinton, film candidato dalla Colombia, il giapponese Drive My Car, adattamento cinematografico dell’omonimo racconto di Haruki Murakami, l’iraniano A Hero, e il la triade nordica guidata dal norvegese The Worst Person in the World, il danese Flee e il finlandese Compartment No. 6. E ora non ci resta che attendere l’8 febbraio.

I film che concorrevano alla candidatura per l’Italia
3/19 di Silvio Soldini
A CHIARA di Jonas Carpignano
ARIAFERMA di Leonardo Di Costanzo
L’ARMINUTA di Giuseppe Bonito
IL CATTIVO POETA di Gianluca Jodice
È STATA LA MANO DI DIO di Paolo Sorrentino
ENNIO di Giuseppe Tornatore
I FRATELLI DE FILIPPO di Sergio Rubini
FREAKS OUT di Gabriele Mainetti
I GIGANTI di Bonifacio Angius
LEI MI PARLA ANCORA di Pupi Avati
MONDOCANE di Alessandro Celli
PARSIFAL di Marco Filiberti
QUI RIDO IO di Mario Martone
LA SCUOLA CATTOLICA di Stefano Mordini
SUPEREROI di Paolo Genovese
TRE PIANI di Nanni Moretti
YAYA E LENNIE – THE WALKING LIBERTY di Alessandro Rak

Ultime notizie