lunedì, 25 Ottobre 2021

Beirut, spari a manifestazione Hezbollah: sale il bilancio delle vittime

Manifestazione contro il giudice titolare dell’inchiesta sull’esplosione al porto di Beirut. Sei morti e 60 feriti. Sul posto, l’esercito.

Da non perdere

Protesta dei militanti sciiti vestiti di nero contro il giudice titolare dell’inchiesta sull’esplosione al porto di Beirut del 4 agosto dello scorso anno, che aveva causato la morte di 219 persone e oltre seimila feriti. Questa mattina era programmata un sit-in di Amal. I media libanesi, inizialmente, hanno parlato di quattro persone rimaste uccise nello scontro, compresa una donna che ha perso la vita a Tayouneh, colpita da un proiettile vagante. Il bilancio, in continuo aggiornamento, riporta sei morti, mentre i feriti si aggirano sulle 60 persone.

Si richiede la rimozione del giudice principale che guida le indagini sull’esplosione, Tarek Bitar. La manifestazione, davanti al Palazzo di giustizia era stata indetta da Hezbollah e dai suoi alleati, proprio per questo scopo. I manifestanti hanno definito il giudice: “Schiavo degli Stati Uniti”. La situazione è decisamente pericolosa: i media confermano la presenza di cecchini e l’impiego di Kalashnikov, di pistole e granate.

Non è ancora chiaro chi abbia premuto per primo il grilletto, c’è solo del caos in tutto ciò. Resta il fatto che qualcuno ha sparato per primo e poi, in risposta, sono stati esplosi dei colpi in direzione dei dimostranti dal balcone di un edificio. Sul posto è presente l’esercito, arrivato subito dopo i primi spari, che ha già eseguito un arresto. L’esercito ha, inoltre, dichiarato che apriranno il fuoco contro “qualsiasi persona armata in strada e contro chiunque spari da qualsiasi direzione”, chiedendo ai civili di lasciare le strade.

Ultime notizie