lunedì, 25 Ottobre 2021

Scontri a Roma, altri 24 indagati. Meloni a Lamorgese: “Siamo distanti anni luce da movimenti sovversivi”

Aumenta il numero degli indagati per i fatti di Roma del 9 ottobre. In Aula Giorgia Meloni risponde a Lamorgese in merito alla gestione della manifestazione e sullo scioglimento di Forza Nuova.

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Proseguono le indagini dopo gli scontri avvenuti lo scorso sabato nella Capitale per la manifestazione contro il Green Pass. Nel mirino altre 24 persone denunciate dai carabinieri del Nucleo informativo di Roma per aver preso parte ai disordini. Tra queste, in 15 avrebbero avuto un ruolo anche nell’assalto della sede della Cgil. I denunciati dovranno rispondere di violenza e resistenza a pubblico ufficiale aggravata in concorso e manifestazione non autorizzata, mentre i 15 accusati dell’attacco alla sede del sindacato, rispondo anche di occupazione di edifici, devastazione e danneggiamento.

Negli scontri avvenuti sabato sarebbero stati utilizzati “bastoni, spranghe di ferro e altri oggetti atti ad offendere”, secondo quanto emerge dalla richiesta di convalida dell’arresto avanzata nei confronti di Giuliano Castellino, Roberto Fiore (Forza Nuova), Biagio Passaro (Io apro), Luigi Aronica (Nuclei Armati Rivoluzionari), Pamela Testa e Salvatore Lubrano, accusati di resistenza e minaccia pluriaggravata a pubblico ufficiale in concorso e devastazione. I sei arrestati domani compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio di convalida. Secondo il capo di imputazione, i sei, insieme ad altre persone non ancora identificate, “in concorso tra loro” hanno “usato violenza e minaccia nei confronti di agenti di polizia di Stato che stavamo svolgendo un atto del loro ufficio”, in particolare alle forze dell’ordine che avevano “creato un cordone volto ad evitare azioni di violenza e posto anche a tutela del sindacato”. Viene contestato inoltre l’aggravante di avere minacciato e aggredito “gli operanti in numero superiore a 5 persone nel corso delle manifestazione e commettendo il fatto con bastoni, spranghe di ferro e altri oggetti atti ad offendere”.

I magistrati della procura di Roma, intanto, continuano ad indagare sugli scontri e l’assalto alla Cgil. Sono già 12 i soggetti identificati e coinvolti due filoni d’inchiesta principali, alle quali se ne aggiungerebbero degli altri. Al vaglio degli inquirenti anche una decina di filmati in cui si nota inoltre un uomo a torso nudo con due ali tatuate. Tra i video agli atti c’è anche quello in cui Giuliano Castellino, leader del partito neofascista Forza Nuova, più di un’ora prima dell’assalto, incita la folla in Piazza del Popolo affermando egli stesso di voler dirottare la protesta nella sede Cgil di Corso Italia. Nel capo di imputazione, i pm di piazzale Clodio scrivono che Castellino, Fiore e Aronica nella corso della “manifestazione e corteo, non autorizzato, istigavano i numerosi partecipanti all’iniziativa ad usare violenza nei confronti della polizia e ad invadere la sede della Cgil e devastare i relativi locali”.

Secondo la ministra Lamorgese, che alla Camera risponde a una interrogazione sulla gestione dell’ordine pubblico nella manifestazione, “gli elementi acquisiti consentono di focalizzare la figura di Giuliano Castellino il quale, anche in tale circostanza, si è evidenziato per un deciso protagonismo rilevatosi soprattutto nel corso del suo intervento in piazza del Popolo allorché ha preso la parola facendo riferimento alla volontà di indirizzare il corteo verso la sede della Cgil”. “La scelta di procedere coattivamente nell’immediatezza” nei confronti del leader neofascista “non è stata ritenuta percorribile dalle autorità di pubblica sicurezza e dai responsabili dei servizi di sicurezza che erano nella piazza, nella considerazione che un intervento coercitivo eseguito in un contesto di particolare eccitazione e affollamento presentava l’evidente rischio di provocare reazioni violente da parte dell’interessato e dei suoi numerosi sodali, con la conseguente degenerazione della situazione dell’ordine pubblico”, ha aggiunto la ministra.

Duro l’attacco di Giorgia Meloni a Lamorgese: secondo la leader di Fratelli d’Italia, “quello che è accaduto sabato a Roma, è stato volutamente permesso e questo ci riporta agli anni più bui della storia italiana” sostenendo che il tutto “è stato calcolato” permettendo così un ritorno alla “strategia della tensione”. “La sua risposta – ha proseguito Meloni – non è solo insufficiente ma è offensiva delle forze dell’ordine, perché le scene di 7 agenti lasciati a prendere bastonate davanti alla Cgil sono indegne, è offensiva delle persone che vogliono manifestare, è offensiva del Parlamento che non è fatto da imbecilli”. In merito allo scioglimento di Forza Nuova, Giorgia Meloni prende le distanze dal partito neofascista sostenendo di essere “distanti anni luce da qualsiasi movimento sovversivo, non solo per fatto ideologico ma anche perché le azioni di queste organizzazioni sono sempre sinistramente proficue per la sinistra. Sinistra che, facendo accostamenti inesistenti, dice che anche il partito della destra italiana è un partito fuori dalla democrazie e quindi eversivo e quindi va sciolto”.

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