domenica, 24 Ottobre 2021

“L’ho fatto per difendere mia madre”: in aula il racconto del 19enne cha ha ucciso il padre

"Era indemoniato e diceva: vi ammazzo. Quando l'ho visto girarsi e andare verso la cucina e il cassetto dei coltelli ero sicuro che lo avrebbe fatto".

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Oggi i giudici della Corte d’Assise di Torino, hanno ascoltato le poarole di Alex Pompa, il 19enne coinvolto nel processo che lo vede imputato per l’omicidio volontario di suo padre 52enne, Giuseppe Pompa. L’allora 18enne, si sarebbe scagliato contro il padre accoltellandolo per difendere la madre.

Un racconto drammatico, che Alex ha riportato per intero aiutandosi con dei fogli in cui ha deciso di raccontare anche la sua storia familiare fatta di violenza e sofferenza. “Aveva gli occhi fuori dalle orbite. Era indemoniato e diceva: vi ammazzo. Quando l’ho visto girarsi e andare verso la cucina e il cassetto dei coltelli ero sicuro che lo avrebbe fatto“. Le parole di Alex ripercorrono passo dopo passo la sera del 30 aprile di un anno fa, e quelle precedenti, in cui il loro appartamento di Collegno, nella provincia di Torino, era diventato una prigione. “Ogni sera abbracciavamo mamma più forte pensando che il mattino dopo, forse, non l’avremmo più rivista. Sono intervenuto solo per evitare che mia madre subisse un’altra aggressione. Diceva che ci avrebbe ammazzato e ci avrebbe buttati in un fosso. Era incontrollabile e ho capito che l’avrebbe fatto davvero. Il mio istinto di sopravvivenza ha pensato solo ad anticiparlo“.

In aula, presenti ad ascoltare, anche il fratello Loris e la mamma Maria, che prima di iniziare la deposizione, gli ha accarezzato il viso. Alex, spalleggiato dall’avvocato Claudio Strata, raccontando della colluttazione e dell’omicidio si interrompe e dice: “Da quel momento non ricordo più niente. Basta così“. Secondo il pm Alessandro Aghemo i coltelli usati dal Alex in realtà, sarebbero stati sei, e avrebbe colpito il padre con 34 coltellate.

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