sabato, 23 Ottobre 2021

La PerugiAssisi compie 60 anni, più di 10mila persone alla Marcia per la Pace

Lo slogan scelto è "I Care"; "Cura è il nuovo nome della pace". Cura delle nuove generazioni, del pianeta, della democrazia. Parole ispirate dalla testimonianza di Don Milani.

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Sono trascorsi 60 anni dalla nascita della PerugiAssisi. Oggi, la Marcia è ripartita proprio dal luogo dove Aldo Capitini riunì la prima Marcia per la pace nel 1961: nei Giardini del Frontone di Perugia, a pochi metri dallo storico punto di partenza in via San Girolamo. A guidare il corteo di facce (più o meno) mascherate, un’immensa bandiera della pace sorretta dagli studenti dell’Istituto comprensivo Sinalunga e dell’Università di Padova, a cui è stato dato il compito di condurla fino alla Rocca Maggiore di Assisi.

Lo slogan scelto per questa edizione è “I Care; “Cura è il nuovo nome della pace“. Quest’anno la parola chiave l’hanno fornita le parole di Don Milani, che intende Cura come Cura delle nuove generazioni, del pianeta, della democrazia. Un evento riuscito, che è tornato a smuovere le coscienze di migliaia di persone da tutta Italia: più di diecimila partecipanti iscritti alla partenza, e numerose adesioni libere. “Perché c’è voglia di tornare a marciare per la pace e stringersi intorno a temi importanti“, si ascolta dal palco.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha dato il suo contributo inviando un messaggio alla Marcia: “La pace non soltanto è possibile. Ma è un dovere per tutti, Stati, popoli, istituzioni sovranazionali, imprese economiche, forze sociali, cittadini, operare per costruirla“. Continua: “La pace si può costruire dal basso, perché impone coerenza nell’agire quotidiano, nel linguaggio che si usa, nella solidarietà concreta verso chi ha minori risorse e maggiori bisogni, nel rispetto per gli equilibri della natura, nella capacità di prendersi cura di quanti si trovano in difficoltà“.
Infine, dopo l’assalto alla sede della Cgil di ieri, Flavio Lotti, coordinatore della Marcia, ci ha tenuto ad esprimere “la sua solidarietà a chi ha subito attacchi e violenze da parte degli squadristi“. Anche il presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei e il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, nei loro interventi hanno condannato i fatti violenti accaduti a Roma ieri.

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