mercoledì, 27 Ottobre 2021

Musica, Max Casacci candidato a Torino: “La città è in debito con il nostro settore”

Max Casacci in politica per la sua Torino: "Se non riusciamo a entrare in un’ottica di donare le migliori risorse alle nostre città, non possiamo aspettarci che le città assumano la forma che desideriamo"

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Max Casacci, noto musicista e fondatore dei torinesi Subsonica, ha deciso di mettere a disposizione della politica la sua esperienza e il suo impegno sociale, coltivato e accresciuto nel corso degli anni, in parallelo con la sua passione e lavoro in campo musicale.  Ha deciso di schierarsi con la lista civica “Torino Domani”, un progetto di “cittadinanza attiva per rinnovare il centrosinistra guidato da Francesco Tresso”. Lo abbiamo raggiunto curiosi di sapere cosa abbia spinto Max a candidarsi e quali siano i suoi progetti all’interno della lista.
Oltre che nella musica, sei sempre stato in qualche modo impegnato nel sociale e di conseguenza anche nella politica, anche se in modi e a titoli diversi, ultimamente anche per l’ambiente. Oggi cosa ti spinge ad entrare nel vivo di una candidatura?
Oggi più che mai, la convinzione che non si possa continuare a ritenere la gestione delle nostre città “affar d’altri”, salvo poi lamentarsene. Credo, per esempio, che Torino abbia un debito di riconoscenza nei confronti del mondo musicale, dei suoi luoghi della sua progettualità che, nelle fasi migliori, l’hanno trasformata in una capitale giovanile inclusiva in grado di attrarre nuove cittadinanze soprattutto tra gli studenti. Ma credo anche che in una fase di declino, iniziata almeno 10 anni fa, la Città abbia sprecato occasioni assumendo nei confronti di quel mondo un atteggiamento miope e discontinuo. Se non riusciamo a entrare in un’ottica di donare le migliori risorse alle nostre città, non possiamo aspettarci che le città assumano la forma che desideriamo.
Abbiamo un sistema politico controverso, che è molto cambiato nel corso degli anni, dove i colori e bandiere partitiche cambiano di giorno in giorno, che idea hai del tuo schieramento per Torino, cosa pensi in generale della nostra situazione nazionale
Penso che l’orientamento nazionale si possa riscrive a partire dalle buone pratiche locali. Nelle città è più facile creare strutture “scalabili” per esempio dai più giovani. Nel caso di Torino Domani parliamo di una lista civica di sinistra che per un soffio, stimabile in meno di 300 voti, non ha vinto le primarie del centrosinistra. Questa lista, creata da persone con storie umane e professionali significative, è a disposizione dei più giovani per i quali stiamo creando una scuola di politica. Perché possano decidere di fare un passo nella rappresentanza politica, con più disinvoltura rispetto al passato e con molte più garanzie di protagonismo rispetto ai partiti tradizionali.
Cosa ti auguri per la tua città e come pensi di contribuire al miglioramento della stessa, hai già dei progetti in cantiere?
I progetti ci sono, rappresentano il lavoro di quasi due anni di confronto con la città e sono tutti partecipativi. Questo vuol dire che non sarei unicamente portatore di una mia “visione”, ma portavoce di sollecitazioni, idee, e programmi collettivi.
“Per coltivare musica, bisogna necessariamente ripartire dai luoghi. Occorre capire quello che serve, soprattutto in un momento delicato come questo, per metterli nelle migliori condizioni di essere connessi con tutta la città. Molto di più di quanto non sia successo negli ultimi anni. Quando sotto la semplificazione generalista: “Movida”, vedo accomunare i “chupito ad un euro”, con spazi che investendo risorse promuovono musica e linguaggi contemporanei, stimolando creatività e accorciando le distanze con il resto del mondo, provo preoccupazione”.  #torinodomani #maxcasacci

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