sabato, 25 Settembre 2021

Covid, la nuova Variante Mu tra dubbi e certezze: cosa sappiamo

Una nuova mutazione del coronavirus preoccupa l'Oms. La variante Mu è stata rilevata per la prima volta in Colombia a gennaio, ma l'Occidente sembra temere maggiormente la diffusione della Delta.

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Una nuova mutazione del covid preoccupa l’Organizzazione mondiale della sanità, la variante Mu o B.1.621, rilevata per la prima volta in Colombia a gennaio di quest’anno ed ora giunta anche in Europa. A partire dallo scorso 30 agosto, l’Oms l’ha inserita nell’elenco delle cosiddette varianti di interesse, ossia le varianti i cui cambiamenti evidenziano la potenzialità di provocare danni maggiori, di rendere il virus più facilmente trasmissibile e, soprattutto, di eludere gli anticorpi che si ottengono attraverso la vaccinazione. Tuttavia, le prove sulla maggiore pericolosità della Mu sono attualmente insufficienti e, al momento, scongiurano il suo inserimento nell’elenco delle varianti di preoccupazione insieme alla alfa, la beta, la gamma e la delta.

Il nuovo ceppo porta diverse mutazioni della Spike, la proteina presa di mira dalla maggior parte dei vaccini e usata dal covid per entrare nelle cellule. Alcune di queste mutazioni sono comuni con altre varianti di preoccupazione, mentre altre risultano del tutto nuove. «La variante Mu presenta una costellazione di mutazioni che indica una potenziale capacità di fuga immunitaria simile alla Beta», ha dichiarato l’Oms. La Mu potrebbe essere dunque più resistente ai vaccini contro il coronavirus attualmente in circolazione, «ma questo va confermato da ulteriori studi».

Uno studio pubblicato sul Journal of Medical Virology alla fine luglio dai ricercatori laboratorio di Microbiologia e Virologia degli Spedali Civili di Brescia ha evidenziato che, nonostante diverse mutazioni in Spike, SARS-CoV-2 B.1.621 può essere neutralizzato dagli anticorpi provocati dal vaccino mRNA BNT162b2 prodotto da Pfizer e BioNTech. Diversamente, secondo una ricerca giapponese in pre print pubblicata su Biorxiv, la variante Mu è altamente resistente ai sieri di individui convalescenti Covid-19 e vaccinati proprio con Pfizer.

Occorrono dunque altre ricerche per sapere come effettivamente la variante Mu si muoverà tra le persone. Fortunatamente, i vaccini attualmente in circolazione riescono a proteggere in modo soddisfacente contro l’infezione sintomatica e, soprattutto, contro la malattia grave provocate dalle varianti individuate fino ad oggi. Inoltre, la variante Mu sembrerebbe non rappresentare un’immediata minaccia, allo stato attuale. Secondo l’ultima indagine di prevalenza, condotta dall’Istituto Superiore di Sanità tra il 17 luglio e il 30 agosto di quest’anno, le stime sulle varianti di preoccupazione dimostrano che la Delta è ancora quella che allarma maggiormente medici e virologi, con una prevalenza pari all’88,1%.

Anche il virologo consulente della Casa Bianca, Anthony S. Fauci, sembra maggiormente preoccupato dall’incidenza della variante Delta negli Stati Uniti, che causa oltre il 90% dei casi nel Paese. Il governo americano «sta tenendo d’occhio la variante, che però non è affatto vicina a diventare dominante». Inoltre, la prevalenza globale della Mu sembra essere in calo e, ad oggi, si attesta allo 0,1%.

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