lunedì, 25 Ottobre 2021

Britney Spears, nuovi risvolti nella vicenda della conservatorship. Si ritirano il manager e l’avvocato

Il manager e l'avvocato di Britney Spears si ritirano dopo l'udienza in tribunale della cantante per la conservatorship e le notizie riguardanti il loro coinvolgimento negli abusi sulla star.

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Britney Spears perde il suo manager storico, Larry Rudolph, che dopo 25 anni al suo fianco si dimette. Rudolph, già licenziato nel 2007 da Britney, fornisce come motivazione la decisione della popstar di ritirarsi dalle scene. Il manager, con una lettera inviata alla testata americana Deadline, annuncia di non avere più contatti con la cantante da due anni. Ovvero da quando l’artista, nel 2019, ha deciso di lasciare momentaneamente la scena musicale.

L’inizio della fine verrebbe da dire, ma non proprio. In quella occasione la Spears, dopo sei anni di residency a Las Vegas, aveva deciso di non partire con il nuovo tour, Domination. Ufficialmente a causa delle instabili condizioni di salute del padre.

Una notizia che aveva fatto discutere, e in pochi, in realtà, ci avevano creduto. Fonti discordanti dietro le quinte, spesso riportate dalla testata scandalistica TMZ, avevano fatto intuire che le motivazioni fossero ben altre. E così nel 2020 il movimento lanciato dai fan, #FreeBritney, ha portato alla luce retroscena ben peggiori.

La Spears, sotto la tutela del padre Jamie Spears dal 2008, la ormai famosa conservatorship, è stata vittima di costrizioni e abusi. Per ben 13 anni, come denunciato dalla stessa cantante in tribunale lo scorso 24 giugno, Britney ha subito vessazioni, è stata privata dei suoi soldi, di cellulare, passaporto e ogni tipo di libertà sociale. La cantante ha chiesto al giudice Brenda Penny di riavere la propria vita e il controllo delle proprie finanze indietro, oltre alla possibilità di scegliere il suo medico e il suo avvocato.

Dichiarazioni forti, che hanno iniziato a far crollare il castello di abusi e bugie costruito dalla famiglia Spears e lo staff della cantante, guidato da Rudolph. Una nave che affonda quindi, dalla quale tutti cercano di scappare. Una nuova tattica, con scuse e argomentazioni false, per imbonire la corte e l’opinione pubblica. “Sono immensamente orgoglioso di ciò che abbiamo raggiunto insieme in questi 25 anni“, ha scritto l’ormai ex manager, “Non auguro altro che tutto il bene e la felicità del mondo a Britney“. Ci tiene poi a precisare che lui ha lavorato durante la conservatorship, ma non ha preso parte a nessuna decisione riguardo la salute e le limitazioni imposte alla cantante.

Una bugia secondo le tante trascrizioni di sms, messaggi e conversazioni telefoniche trapelate in rete negli ultimi giorni. Accuse pesanti, partite da giornalisti americani illustri, come i reporter investigativi del New Yorker Ronan Farrow e Jia Tolentino. Gli stessi che nelle scorse ore hanno fatto sapere che anche l’avvocato della Spears, Sam Ingham, ha deciso di ritirarsi, insieme al suo studio legale, dalla causa. Il motivo? Incomprensioni con la sua cliente. La Spears infatti già nell’udienza del 24 giugno scorso aveva chiesto di poter scegliere da sola il proprio avvocato, fino a quel momento impostole dai suoi tutori legali.

Cosa accadrà adesso? Secondo la testata TMZ anche colei che in questi mesi è stata la tutrice della conservatorship, Jodi Montgomery, potrebbe fare un passo indietro nei prossimi giorni. Britney sarà libera presto? Questo è ciò che tutto il mondo, che sta seguendo con apprensione questa vicenda, si augura.

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