lunedì, 27 Settembre 2021

Aosta, simboli nazisti sui cancelli di casa: multato 57enne per propaganda e istigazione all’odio

L'uomo aveva affisso simboli nazisti nel 2018. Oggi, per la prima volta, il giudice ha riconosciuto anche il reato di negazionismo.

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Fabrizio Fournier, 57enne di Saint-Vincent, in provincia di Aosta, è stato accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione raziale, etnica e religiosa. Il giudice monocratico del tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, ha stabilito una condanna a pena pecuniaria di 5mila euro; inoltre l’uomo dovrà pagare un risarcimento alla Comunità ebraica di Torino (20mila euro), alla Regione Valle d’Aosta (10mila euro) e all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (5mila euro).

Nel 2018 il nostalgico aveva fatto installare su due cancelli di accesso alla propria abitazione, che si affacciano su una strada pubblica, un’aquila nazista e dei triangoli usati sulle divise per classificare i prigionieri dei campi di sterminio. Simboli che la difesa ha giustificato come “esoterici”. Successivamente, attraverso perquisizioni e atti d’indagine, gli inquirenti avevano contestato a Fournier l’aver diffuso, attraverso i social, video e contenuti negazionisti della Shoah; il 57enne, inoltre, inviava via whatsapp link a filmati corredati da commenti come “le camere a gas sono delle bufale” o “sono stati fatti passare per mostri persone che non lo erano come il grande Adolf Hitler”. Nazi, come si faceva chiamare Fournier, avrebbe anche pubblicato su Facebook una sua foto in cui è ritratto mentre fa il saluto romano e, nelle conversazioni con i suoi amici, lamentava di essere nato proprio il 27 gennaio, Giorno della Memoria. Non mancano nelle intercettazioni i “viva il duce” e “siam di destra, siam fascisti”.

Dopo le indagini della Digos, cominciate nel 2018, il processo è iniziato il 10 dicembre 2020. La condanna di oggi per l’avvocato Tommaso Levi, che assiste la comunità ebraica di Torino (parte civile), fissa, specialmente attraverso l’aggravante riconosciuta dal giudice, un principio fondamentale per la comunità ebraica, e cioè che “si possono propagandare idee fondate sul razzismo anche attraverso il negazionismo della Shoah”. L’aggravante del negazionismo è stata “introdotta nello Stato italiano nel 2018”, e ha trovato applicazione, per la prima volta, proprio nel processo contro Fabrizio Fournier. In questa sentenza “il giudice afferma che l’utilizzo di questi simboli è reato”, ha dichiarato l’avvocato Ascanio Donadio, che assiste l’Anpi, anch’essa parte civile come la Regione Valle d’Aosta, assistita dall’avvocato dirigente Riccardo Jans.
“Faremo le nostre valutazioni una volta che saranno depositate le motivazioni. La pena è particolarmente modesta perché è stato condannato solo alla pena pecuniaria, non a quella detentiva. Il giudice ha fatto un bilanciamento delle circostanze e ha ritenuto le generiche equivalenti”, ha commentato l’avvocato della difesa Enrico Pelillo.

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