mercoledì, 4 Agosto 2021

Turchia, proteste e manifestazioni: da oggi ritiro dalla convenzione contro la violenza sulle donne

La Turchia è il primo Paese a ritirarsi dal trattato; strano il fatto che fu il primo a ratificarlo. Contro l'abbandono del documento si sono schierati tutti i partiti di opposizione, denunciando il rischio di un ulteriore aggravamento della violenza di genere in Turchia.

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Molte le manifestazioni questo pomeriggio in Turchia. Si protesta per il ritiro dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne; ciò significa che la validità nel Paese decade ufficialmente oggi, dopo il decreto emanato a marzo dal Presidente Recep Tayyip Erdogan. Il motivo di questa scelta sarebbe riconducibile al fatto che la Convenzione minerebbe l’unità familiare, incoraggiando il divorzio e lasciando spazio alla comunità Lgbtq+, fortemente osteggiata, tanto da non poter celebrare per il settimo anno di seguito il Pride.

La Turchia è il primo Paese a ritirarsi dal trattato; strano il fatto che fu il primo a ratificarlo. Contro l’abbandono del documento si sono schierati tutti i partiti di opposizione, denunciando il rischio di un ulteriore aggravamento della violenza di genere in Turchia. In base a una relazione presentata in Parlamento dal ministero dell’Interno, nei primi quattro mesi di quest’anno i casi accertati di violenza domestica sono stati 73 mila. Nonostante ciò, il Consiglio di Stato di Ankara ha respinto i ricorsi per l’annullamento del decreto di Erdogan.

Le proteste sono organizzate dalla piattaforma di associazioni che da mesi conduce una campagna in difesa del documento. Le iniziative delle organizzazioni di donne turche erano in realtà partite subito dopo il decreto presidenziale che ha stabilito l’uscita del Paese dalla Convenzione del Consiglio d’Europa, nota come Convenzione di Istanbul perché aperta alla firma nel 2011 proprio nella metropoli turca.

 

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