giovedì, 21 Ottobre 2021

Saman Abbas, lo zio ai conoscenti: “Lavoro fatto bene”

Aveva riferito al proprio ragazzo: aveva addirittura detto: «Se non mi faccio sentire per più di 48 ore avverti le forze dell’ordine.».

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Continuano le indagini sulla vicenda di Saman Abbas, la ragazza pachistana che ha sfidato famiglia, pregiudizi e cultura in nome della propria libertà. La diciottenne, di Novellara, provincia di Reggio Emilia, ha rifiutato le nozze combinate con un cugino in Pakistan, suscitando l’ira e l’indignazione della famiglia che sin da subito l’avrebbe minacciata di morte.

La paura.

La stessa giovane lo ha confidarlo al suo fidanzato con un messaggio vocale.  La ragazza sente dire che quella sarebbe l’unica «soluzione» per punire una ragazza che voleva opporsi al matrimonio combinato. Con il fidanzato qualche tempo più tardi si sfoga ammettendo: «L’ho sentito con le mie orecchie, ti giuro che stavano parlando di me… ». Lei gli aveva addirittura detto: «Se non mi faccio sentire per più di 48 ore avverti le forze dell’ordine…».

La paura dell’inevitabile è stata successivamente confermata dalla sua sparizione.

Il video.

In un video datato datato al 29 aprile, si vedono i due cugini della vittima uscire da un capannone con attrezzi di lavoro usati probabilmente per scavare una fossa. Questo è il primo indizio, abbastanza esplicito, in mano agli agenti e la prima scia sulle indagini che hanno portato alla ricerca del corpo della ragazza nella zona retrostante il capannone, ad ora ancora non ritrovato.

 

La famiglia.

Non solo cugini e zio Danish, l’omicida, ma anche i genitori della ragazza sono coinvolti a pieno titolo nell’omicidio. A confermarlo il fratello 16enne alla pm Laura Galli. Secondo quanto riferito, i genitori di Saman l’avrebbero consegnata allo zio paterno, che l’avrebbe poi uccisa. Le dichiarazioni del fratello sarebbero supportate da un altro video. Nelle immagini riprese, si vedono padre e madre di Saman lasciare l’appartamento di Novellara insieme a lei, e tornare pochi minuti dopo senza la figlia.

 

Saman Abbas e la sua voglia di libertà.

Saman Abbas era stufa delle limitazioni, delle reclusioni, delle continue liti con i genitori, di una cultura maschilista e patriarcale che la voleva costretta ad una vita piena di infelicità, di ingiustizia, di privazioni e annichilimento solo perché donna. Saman era giovane, testarda, sognava l’occidente e il profumo della libertà, la possibilità di vivere i propri sogni e la propria vita come accade a tante coetanee probabilmente più fortunate. Per questo coraggiosamente si era opposta ad un matrimonio combinato, per questo aveva deciso di scappare via, zaino in spalla, sperando in un futuro differente,

Pagando con la vita il diritto a vivere una vita felice, la sua indipendenza, il suo coraggio, i suoi sogni di libertà.

 

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