martedì, 15 Giugno 2021

Birmania, il numero delle vittime sale a 802

Dagli scontri tra i manifestanti anti golpe e la giunta militare birmana fino ad ora si registrano 802 vittime e 5210 arresti.

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Secondo la AAPP, Associazione di Assistenza ai Prigionieri Politici, fino ad ora nelle proteste contro il colpo di stato in Birmania, iniziato il 1 febbraio 2021, sono state uccise 802 persone. Inoltre sono 5210 gli arrestati, di cui attualmente 4120 detenuti / condannati, mentre per 1699 persone è stato emesso il mandato di cattura.

Sono 6 invece le vittime del bollettino giornaliero, che documenta l’andamento delle proteste ancora in atto ogni giorno.

Dagli ultimi aggiornamenti, nella regione di Tanintharyi, la giunta militare ha represso una protesta a Dawei in modo molto violento, usando dei veicoli per schiantarsi contro i manifestanti e causando così molti feriti. In questo attacco, sette civili sono stati arrestati e uno è stato colpito da un proiettile di gomma.

Le forze della giunta militare, secondo l’AAPP, per reprimere le proteste stanno ora usando spesso questo modus operandi brutale. Una chiara espressione di ostilità nei confronti dei civili che “dimostra come la giunta è pronta a utilizzare qualsiasi mezzo per arrecare danno alla popolazione.

I terroristi della giunta hanno usato artiglieria pesante anche a Mindat Town, nello Stato di Chin. Nelle ultime ore sono avvenute sparatorie simili, le quali hanno distrutto diverse case. Inoltre, una bambina di 10 anni che si nascondeva all’interno di una di esse è stata colpita da colpi di arma da fuoco e rimane in condizioni critiche.

Nello stesso territorio le truppe della giunta hanno danneggiato violentemente abitazioni e negozi e saccheggiato merci. Inoltre, i civili sfollati che si sono nascosti nella giungla, da quanto si apprende avrebbero un disperato bisogno di cibo, riparo e forniture mediche.

“L’uso di tale violenza contro una piccola città mette in allerta tutti gli altri paesi che ancora resistono contro la giunta. Il popolo birmano, tuttavia, ha dimostrato di non temere le minacce e continuerà a combattere per sconfiggere la dittatura militare. Il popolo non accetterà alcun negoziato e accetterà solo soluzioni che ritengano la giunta pienamente responsabile della morte di oltre 800 civili” scrive l’AAPP

A denunciare il regime repressivo c’è anche Candy Thuzar, candidata della Birmania a Miss Universo, che durante il concorso ha esposto un cartello chiedendo di pregare per il proprio paese.

 

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