sabato, 23 Ottobre 2021

Covid, Conferenza Stato Regioni. Fedriga: “Rt non è indicativo servono nuovi parametri”

Le Regioni hanno presentato le loro proposte per la revisione parametri. Si sta avvicinando la stagione turistica e "servono parametri chiari".

Da non perdere

È ancora in corso il vertice tra Stato e Regioni. Dopo l’intervento del ministro della Salute Roberto Speranza, arrivano le proposte dei governi decentrati.

Oggi le Regioni hanno presentato al Governo la loro proposta per la revisione degli indicatori decisionali, offrendo la massima disponibilità ad un’ulteriore interlocuzione con l’Esecutivo” dichiara Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Conferenza. “L’obiettivo è quello di avere parametri chiari, fortemente semplificati e in grado di generare automatismi per quel che riguarda gli scenari che coinvolgono le attività sociali ed economiche“.

Le Regioni hanno sollecitato il Governo per la costituzione di un nuovo tavolo tecnico per valutare le proposte sulle modifiche ai parametri di valutazione dei rischi di contagio. La pandemia di sta evolvendo e, soprattutto in vista della stagione turistica, diventa necessario aggiornare il sistema di controllo e monitoraggio. Secondo Fedriga, “l’attuale incidenza dell’Rt, come parametro guida per determinare lo scenario nei diversi territori“, è un indicatore poco rilevante per calcolare l’effettivo impatto del coronavirus sul sistema sanitario; bisogna sostituirlo “a vantaggio del tasso di incidenza e del tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e in area medica“. Soprattutto, diventa essenziale l’eliminazione dell’indice di trasmissibilità sui sintomatici.

I governi decentrati chiedono allo Stato di garantire un numero minimo di tamponi che sia direttamente proporzionale ai tassi di incidenza di contagio di ciascun territorio. La zona rossa scatterebbe con oltre 250 casi di positività su 100mila abitanti; qui andrebbero fatti almeno 500 test. In fascia arancione, tra i 150 e i 249 casi, il minimo è 250, mentre in gialla, tra i 50 e 149 casi, andrebbero ne effettuati almeno 150. In zona bianca, fino a 49 a casi, servono almeno 100 tamponi. Si rende però necessario anche il superamento stesso del meccanismo a colori: si è proposto di portare da quattro a tre i livelli di rischio, facendo coincidere le misure della ex zona bianca con quelle della gialla.

Ultime notizie