mercoledì, 16 Giugno 2021

Donne, lavoro e pandemia: mamme condannate a rimanere a casa

Su 249mila donne rimaste senza impiego nel corso del 2020, l'anno della pandemia, ben 96mila sono mamme con figli minori. Tra di loro, 4 su 5 hanno bambini con meno di cinque anni.

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“Speriamo che sia femmina!” Nel film del 1986 con Catherine Deneuve essere donna sembrava una condizione necessaria. Titolo ad effetto o sincero augurio, nessuno può dirlo. Quel che è certo è che essere una donna oggi, ha il suo prezzo.

Secondo gli ultimi dati di Save The Children, ben 96mila mamme hanno perso il lavoro quest’anno. Su 249mila donne rimaste senza impiego nel corso del 2020, l’anno della pandemia, ben 96mila sono mamme con figli minori. Tra di loro, 4 su 5 hanno bambini con meno di cinque anni.

Cosa vuole la società moderna dalle donne? Il modello della donna perfetta anni ’50 è stato superato da un pezzo. Per le donne dell’epoca era sufficiente essere una buona madre di famiglia e crescere i figli senza avanzare troppe pretese.

Con gli anni le cose sono cambiate, in meglio possiamo dire. Le lunghe battaglie femministe ci hanno portato a conquistare un nostra identità di pensiero, abbiamo ottenuto il diritto al voto solo nel 1945. Abbiamo idealmente ottenuto l’agognata ‘parità dei sessi’. Siamo riuscite quasi a realizzare il nostro essere donne, oltre che tradizionalmente mamme. I dati però non sono confortanti.

Quanto è reale allora quell’indipendenza che andiamo decantando? Quanto c’è di vero nell’affermare che la donna è, per diritti e doveri, pari all’uomo nella società? Alla vigilia della Festa della Mamma, Save The Children lancia per il sesto anno consecutivo il Rapporto “Le Equilibriste 2021”, in cui viene confermato il divario tra Nord e Sud anche rispetto alla condizione delle mamme.

Se i bambini restano a casa, anche la mamma lo fa; un dato che deve farci riflettere. Aldilà di ogni filo di pensiero, aldilà di ogni posizione che abbiamo voluto ottenere nella società moderna, la donna resta ancora una volta la vittima sacrificale.

Perché guadagna meno dell’uomo, in media il 20% in meno, perché per natura è più sensibile ai problemi familiari, perché ancora una volta pone le esigenze della famiglia e dei figli prima delle proprie. Nonostante le difficoltà e i pregiudizi, nel 2019 le imprese guidate dalle donne in Italia erano ben 1,3 milioni.

Donne che riescono a conciliare carriera e vita personale, donne multitasking, donne che ancora, nel 2021 devono a tutti i costi dimostrare di potercela fare. Costantemente combattute tra ciò che vogliono diventare e cosa comporta quell’obiettivo. Quel che conta è che la pandemia ha messo in ginocchio tutti e tutto, ma ancora una volta ad avere la peggio, sono le donne.

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