domenica, 26 Settembre 2021

Covid, la pandemia fa esplodere l’emergenza cibo nel mondo: la fame colpisce 155 milioni di persone. Superate le cause climatiche

Nel 2020 è stato registrato un altro record allarmante legato ad un'insicurezza alimentare acuta nel mondo. A un anno di distanza dalla dichiarazione relativa alla pandemia Covid-19, le prospettive per il 2021 e per gli anni successivi appaiono fosche.

Da non perdere

“Se non si morirà per il virus, si morirà sicuramente per la fame”. Ed è così: il 2020 registra, infatti, un record, rispetto agli ultimi cinque anni, per l’emergenza cibo nel mondo. Stiamo affrontando tanti tipi di emergenze, ma questa spaventa quasi molto più delle altre. Almeno 155 milioni di persone sono state esposte, nell’anno appena trascorso, ad un livello critico e acuto, per quanto riguarda il rischio di insicurezza alimentare.

“L’insicurezza alimentare acuta ha continuato ‘inesorabilmente’ ad aumentare dal 2017, anno in cui è stata pubblicata la prima edizione del rapporto”.

Leggendo il nuovo report della GNAFC, ci si rende conto di quanto il Covid-19 sia la causa principale di questa enorme crisi economica, uno shock vero e proprio che riguarda ognuno di noi e che ci può portare, molto presto, a morire di fame. Un dato in crescita di ben 20 milioni rispetto a quello precedente. Forse solo le due Grandi Guerre avevano fatto peggio. E ci si augura che mai e poi mai il Mondo debba vedere quei numeri, così grandi da far paura.

In Paesi come il Burkina Faso, il Sud del Sudan, lo Yemen è stato necessario inviare aiuti di emergenza per evitare che la popolazione morisse di fame e che i mezzi di sussistenza finissero. Circa 133mila uomini, nel 2020, hanno vissuto una Catastrofe (fase 5 dell’IPC/CH); questo il nome dato al più grave livello di insicurezza alimentare acuta. Altri 28 milioni di persone, invece, hanno affrontato un’Emergenza (fase 4 dell’IPC/CH), cioè un livello di insicurezza alimentare acuta molto prossimo alla morte per fame. Nei 55 paesi colpiti dalla crisi alimentare, sempre secondo quanto riporta il report, più di 75 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni presentavano ritardi nella crescita;  mentre oltre 15 milioni di loro mostravano segni di denutrizione.

Secondo le organizzazioni fondatrici della Rete mondiale – Ue, Fao e Programma alimentare mondiale“A un anno di distanza dalla dichiarazione relativa alla pandemia Covid-19, le prospettive per il 2021 e per gli anni successivi appaiono fosche. È probabile che i conflitti, le restrizioni introdotte per arginare la pandemia che inaspriscono le difficoltà economiche e la persistente minaccia di condizioni meteorologiche avverse continueranno a provocare crisi alimentari. La pandemia Covid-19 ha rivelato la fragilità del sistema alimentare mondiale e la necessità di creare sistemi più equi, sostenibili e resilienti per garantire un’alimentazione regolare e nutriente a 8,5 miliardi di persone entro il 2030. Se si vogliono conseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile è indispensabile trasformare in maniera radicale i nostri sistemi agroalimentari”.

La pandemia ha colpito tutti i settori ed ha accelerato l’emergenza alimentare soprattutto nelle parti del mondo già “distrutte” da carestie e guerre. Una crisi che ha messo in luce nuove problematiche legate ad una morte non per malattia, non per  virus, non per incidenti, ma per fame. E questo, spaventa.

Ultime notizie