sabato, 18 Settembre 2021

Governo, presentato a Palazzo Chigi il Piano Draghi: 221,5 miliardi per risollevare il paese

Presentato a Palazzo Chigi il piano Draghi per la ripresa del paese, saranno 221,5 i miliardi stanziati per la ripresa che si stima porterà il Pil a crescere di 3 punti entro il 2026

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Si chiama Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è stato presentato ufficialmente stamattina in Consiglio dei Ministri e dovrà essere valutato e modificato in questi giorni per giungere entro fine mese sulla scrivania di Bruxelles. Nelle prossime ore Draghi ascolterà tutte le proposte che verranno avanzate, ma fanno già sapere da Palazzo Chigi che l’ossatura del Piano non potrà cambiare.

Il via libera arriverà solo dopo un secondo Consiglio dei Ministri programmato per metà della prossima settimana, mentre il Premier lunedì e martedì terrà un’altra informativa alle Camere.

Il PNRR studiato da Draghi e i suoi mette sul piatto 221,5 miliardi, dei quali 191,5 presi dal Recovery fund e 30 finanziati attraverso deficit destinati a opere “extra Recovery”. L’obiettivo di questo piano, comunica il Ministro dell’Economia Franco, non è solo “riparare i danni della pandemia” ma affrontare anche “debolezze strutturali” dell’economia italiana, le stime fatte parlano di una crescita di 3 punti del PIL entro il 2026.

Le riforme previste dal PNRR sono 7 e 135 sono le linee di investimento che interesseranno in particolare 6 macro categorie:

  1. Digitalizzazione a cui andranno 42,5 miliardi
  2. “Green” 57 miliardi
  3. Infrastrutture 25,3 miliardi
  4. Istruzione e ricerca 31,9 miliardi
  5. Inclusione e coesione 19,1 miliardi
  6. Salute 15,6 miliardi

A seguito della presentazione del piano si sono registrate già le prime “richieste” da parte dei partiti che costituiscono la maggioranza. Il PD  attraverso il Andrea Orlando chiede “attenzione alle clausole per l’occupazione delle donne e dei giovani, al Mezzogiorno, il potenziamento del progetto per l’autosufficienza, la garanzia sulla sicurezza per il cloud dei dati pubblici, la richiesta di chiarimento sulla strategia per la rete unica”, FI vorrebbe maggiore attenzione al Sud, alla Pa e una maggiore partecipazione degli enti locali all’attuazione del piano, Leu dice no ad interventi che possono portare più inquinamento, mentre al M5S non va proprio giù la faccenda del Superbonus: se dovesse essere approvato questo PNRR i finanziamenti si interromperanno un anno prima nel 2022.

La Lega merita un capitolo a parte; dopo le scintille che ci sono state sul decreto per le riaperture con la conseguente astensione, il partito di Pontida manifesta irritazione per la consegna del Piano a ridosso della data data di scadenza per la consegna all’Europa e annuncia che intende aggiungere alcuni progetti al piano raccogliendo “richieste dai territori” in particolare sulle infrastrutture.

Si prospetta per Draghi una settimana non facile, con una maggioranza così ampia sarà difficile far collimare le tante richieste e trovare la quadra entro il 30 Aprile ultima scadenza per  presentare ufficialmente il piano all’Europa.

 

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