mercoledì, 12 Giugno 2024

Vaticano, omosessuali in seminario: le scuse di Papa Francesco

Dopo le forti dichiarazioni del pontefice, sono arrivate scuse e giustificazioni sul linguaggio colorito utilizzato da Francesco

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Dopo le dichiarazioni shock di ieri, non sono tardate ad arrivare le scuse di Francesco I. Il lapidario attacco contro la presenza di omosessuali in seminario ha provocato reazioni di ogni genere in tutto il mondo. Non sono mancate, infatti, le comunicazioni della Sala Stampa vaticana, né alcuni interventi di importanti voci dal mondo seminariale italiano.

Le scuse dalla Sala Stampa vaticana

“Il Papa non ha mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi. Rivolge le sue scuse a coloro che si sono sentiti offesi per l’uso di un termine, riferito da altri”. Queste le parole del direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni, riportate da Vatican News. Il funzionario britannico di origine italiana afferma che “Papa Francesco è al corrente degli articoli usciti di recente circa una conversazione, a porte chiuse, con i vescovi della CEI”.  Ricorda inoltre le parole del pontefice secondo cui “nella Chiesa nessuno è superfluo, c’è spazio per tutti. Così come siamo, tutti”.

Essere gay non chiude la strada al sacerdozio

Nonostante il pontefice argentino abbia ratificato il documento “Il dono della vocazione presbiterale”, in cui si dispone di “non ammettere al seminario e agli ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay”, don Stefano Guarinelli non dà peso a tale questione. Sacerdote, psicologo clinico e professore alla pontificia università Gregoriana di Roma, don Stefano afferma che il Papa, con il termine “frociaggine”, volesse “isolare derive dell’universo gay come l’atteggiamento manipolatorio, la ricerca di relazioni non trasparenti e il pettegolezzo”.

Inoltre, sempre secondo il sacerdote, quando si parla di orientamento ci si riferisce “a un dato di superficie che non rappresenta l’individuo ed è troppo esile per qualificarlo”. Nonostante il contenuto della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis, secondo don Guarinelli ciò che conta è “il rispetto dell’alterità dell’altra persona, evitando la fusionalità narcisistica” che è “un’attitudine negativa possibilmente presente in tutti gli orientamenti sessuali”.

Sembra quindi che sia stata necessaria una scrutatio delle colorite espressioni del pontefice per riportare la calma attorno alle mura vaticane. In realtà pare che le polemiche non siano sulla strada del dissolvimento.

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