sabato, 15 Giugno 2024

Bruno Vespa compie 80 anni, una vita fatta di giornalismo ma niente ritiro

Lunedì prossimo il giornalista è conduttore di Porta a Porta compirà 80 anni, nell'intervista al Corsera aneddoti e rimpianti.

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Volto di Porta a Porta e del giornalismo italiano, il prossimo lunedì Bruno Vespa compie 80 anni. Durante la sua intervista al Corriere della Sera il conduttore ha parlato della sua carriera, ripercorrendo la sua vita fino ad arrivare al presunto schieramento politico e anche alle possibilità di ritiro.

Alla domanda del giornalista in merito ad una sua eventuale uscita di scena, Vespa ha prontamente risposto: “Il giornalismo si fa con la testa, che ancora funziona bene. Il ritiro lo deciderà il mio editore di riferimento: il Padreterno“.

Nessun rimpianto e nessun rancore, per il conduttore di Porta a Porta che, parlando della sua vita privata, dice: “Non lo si può chiamare rimpianto perché mi è andata benissimo. Ma sono convinto che, se fossi stato di sinistra, la mia carriera sarebbe stata più agevole. Per esempio, non avrebbero ridimensionato o cercato di chiudere Porta a porta“.

A questo punto è stata perentoria la domanda del giornalista Tommaso Labate, che gli chiede: “Se non è di sinistra, allora è di destra?“, quesito a cui Vespa ha risposto: “Sono un moderato. E se mi chiede che cosa s’intende per moderato le rispondo che sono decenni che mio figlio Alessandro ogni volta mi chiede per chi ho votato. Non l’ha mai scoperto“.

Respinte al mittente le “accuse” sul suo presunto essere un “consulente occulto” della Premier Giorgia Meloni:

È ridicolo anche solo pensarlo. Nella Prima repubblica, al contrario di tantissimi altri colleghi, non ho mai partecipato a riunioni politiche e mai incontrato in privato un solo esponente politico. Tranne una volta, Giulio Andreotti. Volevano impormi al Tg1 la nomina di una caporedattrice di scarso valore dicendo che la voleva il presidente del Consiglio. Andai a Palazzo Chigi per chiedergli se era vero, Andreotti non ne sapeva nulla“.

Non sono mancate un paio di battute sulla storia dai caratteri leggendari che vedrebbe Vespa essere il presunto figlio di Mussolini. Il conduttore ha risposto: “Non lo sono. Anzi, mi fa sorridere. A mio fratello Stefano, invece, questa cosa lo faceva imbestialire”.

Ad influire sarebbe il periodo di detenzione del Duce a Campo Imperatore: “Non tornano i conti. Mia madre andò a insegnare ad Assergi, ultimo paese prima della funivia per Campo Imperatore, dove avevano mandato Mussolini, solo nel 1949. Quando ‘papà’ – alludendo con un sorriso a Mussolini – era già morto da qualche anno“.

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