mercoledì, 12 Giugno 2024

Roma, Chef Rubio aggredito brutalmente: “Sessanta pugni e colpi di mattone”

Rubio non ha dubbi sulla matrice dell'attacco, accusando "terroristi sionisti" e sottolineando il suo continuo impegno contro il "terrorismo, il fascismo e la mafia sionista".

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Gabriele Rubini, meglio noto come Chef Rubio, è stato vittima di una violenta aggressione nei pressi della sua abitazione alle porte di Roma. Lo chef, noto volto televisivo e attivista per la causa palestinese, ha raccontato l’episodio tramite una serie di post su X (ex Twitter), descrivendo l’attacco come una “spedizione punitiva” orchestrata da sei persone.

Rubini ha dichiarato di essere stato colpito con sessanta pugni mirati, una martellata in testa e diversi colpi con mattoni. L’aggressione è avvenuta dopo che gli assalitori avevano tagliato i fili del cancello elettrico della sua abitazione. Lo chef ha riportato ferite gravi, con punti di sutura alla testa, tagli, escoriazioni e una frattura all’orbita facciale.

Immediatamente dopo l’aggressione, Chef Rubio ha sporto denuncia alla Digos, che ha avviato le indagini per identificare i responsabili, acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Nonostante l’accaduto, lo chef ha voluto rassicurare i suoi sostenitori, postando sui social una foto con la testa fasciata e un occhio gonfio ma sorridente, ringraziando per il supporto ricevuto.

Rubio non ha dubbi sulla matrice dell’attacco, accusando “terroristi sionisti” e sottolineando il suo continuo impegno contro il “terrorismo, il fascismo e la mafia sionista”. Le sue dichiarazioni hanno suscitato numerose reazioni, tra cui quella di Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra, che ha espresso solidarietà pur non condividendo le opinioni dello chef. Fratoianni ha condannato l’aggressione come un atto gravissimo e inaccettabile, chiedendo che i responsabili siano identificati e puniti.

Anche gli studenti in protesta nelle università di Roma, Bari, Pisa, Genova e Torino hanno manifestato il loro sostegno con uno striscione: “Solidarietà a Chef Rubio. Il terrorismo sionista va fermato”. L’aggressione ha acceso il dibattito sulla sicurezza e la libertà di espressione, evidenziando le tensioni legate alla situazione in Medio Oriente e alle posizioni politiche di figure pubbliche come Chef Rubio.

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