sabato, 15 Giugno 2024

IA, intelligenza artificiale e giornalismo: cambia il modo di fare notizia

L'intelligenza artificiale sta cambiando il modo di fare notizia, editori e giornalisti devono trovare il giusto modo di integrarla senza sostituirla all'integrità professionale.

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L’intelligenza artificiale cambierà sempre di più il modo di lavorare di moltissime figure professionali, quella del giornalista inclusa. Le preoccupazioni di Papa Francesco su come l’IA rischia di manipolare le informazioni sono note e concrete, editoria e giornalismo non saranno immuni al cambiamento tecnologico. L’interazione tra giornalismo e intelligenza artificiale è sempre più frequente, sta già cambiando il modo in cui le notizie vengono fruite.

Per alcuni editori e giornalisti, l’IA rappresenta un grande aiuto per analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, identificare notizie e tendenze, generare contenuti personalizzati e automatizzare i processi editoriali. Questa tecnologia può aiutare i giornalisti a scoprire nuove vicende, a verificare le fonti delle storie che raccontano, a migliorare l’efficienza all’interno delle redazioni, perfeziona i contenuti in base alle preferenze del pubblico per aumentare il numero di lettori.

L’editoria è ormai sempre più digitale, i libri vengono pubblicati sotto forma di e-book e audiobook, le riviste cartacee sono state quasi completamente rimpiazzate dai giornali online. È sempre meno frequente vedere adulti sfogliare il giornale al bar e bambini giocare con i libri cartacei nelle sale d’attesa, ormai tutte le fasce d’età si informano e intrattengono col digitale.

L’editoria digitale è inoltre più conveniente rispetto alla stampa tradizionale, poiché non ci sono costi legati alla produzione e alla distribuzione fisica dei libri. Questo cambiamento ha inoltre diffuso il self-publishing, ovvero la pubblicazione di libri da parte di scrittori e aspiranti tali senza dover passare attraverso le case editrici, spesso un ostacolo per molti talenti emergenti.

Un’altra realtà digitale degna di nota è la blogosfera, ovvero l’insieme di tutti i blog presenti su internet. I blog sono siti web che vengono aggiornati frequentemente da una o più persone e contengono scritti personali, commenti, notizie, opinioni e altri contenuti. Questo fenomeno nato alla fine degli anni Novanta e si è sviluppato rapidamente diventando una parte importante della comunicazione online. Oggi ci sono milioni di blog in che trattano una vasità di argomenti come sport, politica, cucina, istruzione, relazioni personali, moda, viaggi, arredamento, musica e chi più ne ha più ne metta. La blogosfera ha un forte legame con l’editoria, entrambi sono mezzi di comunicazione utili a condividere informazioni e opinioni, spesso influenzandosi a vicenda.

Tuttavia, l’abbondanza di contenuti online facilmente reperibili gratuitamente, ha registrato un calo della qualità del materiale divulgato. Inoltre, la quantità di fake news è elevatissima, notizie fasulle a cui molte persone credono perché non verificano le fonti o non leggono articoli contrastanti. Inoltre, la pretesa dei lettori di avere un accesso sempre gratuito ai contenuti è dilagante, pretesa inesistente fino a pochi anni fa. All’inizio degli anni Duemila, infatti, era normale recarsi in edicola o in libreria e pagare il giusto prezzo per il acquistare il prodotto desiderato.

Pertanto, la sfida dell’editoria digitale è proprio quella di pubblicare materiale gratuito senza sacrificarne la qualità. In tal caso, l’intelligenza artificiale può essere d’aiuto permettendo una generazione rapida di testi e contenuti multimediali sofisticati che l’autore può revisionare. L’impronta umana resta fondamentale nel lavoro di divulgazione e soprattutto di narrazione, nemmeno l’algoritmo più sofisticato può replicare le emozioni con cui una persona in carne ed ossa racconta una storia. È inoltre fondamentale effettuare un controllo sulla veridicità dei contenuti e l’attendibilità delle fonti, l’essere umano è essenziale anche per chiarire eventuali fraintendimenti da parte del lettore o per evitare di diffondere una notizia in modo distorto. Lo storytelling, infatti, deve avere sempre l’obiettivo di raccontare un fatto e suscitare emozioni, lo scopo non è quello di intrattenere.

È dunque fondamentale per un giornalista trovare il giusto equilibrio lavorativo con l’intelligenza artificiale, motivo per cui molte organizzazioni professionali nell’ambito dell’editoria incoraggiano gli stessi giornalisti a stabilire regole precise in materia. La speranza più grande per il futuro è fare in modo che sia il professionista difendere la credibilità di quanto scritto, che sia lo scrittore ad avere le idee a cui l’IA darà forma. Se il mondo dell’editoria e del giornalismo impareranno ad utilizzare con criterio l’intelligenza artificiale, la quantità di lettori potrebbe addirittura aumentare e la qualità dei contenuti migliorare. La sfida più grande resta quella di preservare l’integrità professionale e di non farsi sopraffare da uno strumento tanto potente quanto pericoloso.

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