lunedì, 20 Maggio 2024

Eurovision 2024, tensione nel backstage e proteste politiche: tra le proteste anche quelle di Angelina Mango

La situazione ha evidenziato quanto le tensioni politiche globali possano influenzare anche eventi culturali come l'Eurovision, che si propone di essere un concorso di musica e unità.

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L’Eurovision Song Contest 2024 si è rivelato una delle edizioni più turbolente dal punto di vista politico. L’atmosfera dietro le quinte era carica di tensione, come riportato dalla BBC News, con diverse concorrenti che si sono lamentate del clima pesante e delle tensioni palpabili. Tra queste, l’italiana Angelina Mango e l’irlandese Bambie Thug hanno espresso il loro disagio per l’ambiente ostile vissuto nel backstage.

La presenza di Israele, sullo sfondo del conflitto in corso a Gaza, ha alimentato il malcontento tra alcuni Paesi partecipanti. Diversi artisti, inclusi il britannico Olly Alexander, hanno firmato una dichiarazione congiunta chiedendo un cessate il fuoco a Gaza nei giorni precedenti la competizione. L’israeliana Eden Golan ha dovuto affrontare critiche durante la conferenza stampa di giovedì sera, con la cantante greca Marina Satti che ha ostentato indifferenza sbadigliando e fingendo di addormentarsi mentre Golan parlava. Inoltre, quando a Golan è stato suggerito di non rispondere alla domanda sulla sua presenza come potenziale rischio, l’olandese Joost Klein l’ha interrotta chiedendo: “Perché no?”

L’EBU (European Broadcasting Union) ha dichiarato che esaminerà attentamente gli eventi accaduti alla Malmo Arena e considererà le singole lamentele. Anche l’emittente nazionale portoghese RTP ha protestato con l’EBU dopo un ritardo nella pubblicazione della performance della loro concorrente, Iolanda, su YouTube dopo la finale. L’EBU ha spiegato che il ritardo era dovuto ai disegni ispirati alla kefiah palestinese dipinti sulle unghie della cantante, che hanno richiesto un controllo aggiuntivo.

La situazione ha evidenziato quanto le tensioni politiche globali possano influenzare anche eventi culturali come l’Eurovision, che si propone di essere un concorso di musica e unità.

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