lunedì, 15 Aprile 2024

Operazione Antimafia, Boss Matteo Messina Denaro: arrestati 3 insospettabili

In questa operazione, il Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri ha arrestato tre uomini insospettabili, ritenuti vicini al capomafia durante il periodo della sua latitanza.

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Le autorità hanno condotto un nuovo colpo alla rete di fiancheggiatori del boss mafioso Matteo Messina Denaro, che è stato arrestato dopo 30 anni di latitanza il 16 gennaio 2023, per poi morire alcuni mesi dopo. In questa operazione, il Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri ha arrestato tre uomini ritenuti vicini al capomafia durante il periodo della sua latitanza. Tra coloro che sono finiti in carcere ci sono Massimo Gentile, architetto dipendente del Comune di Limbiate, Cosimo Leone, tecnico radiologo dell’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo (Trapani), e un altro individuo, Leonardo Salvatore Gulotta, tutti sospettati di far parte della rete di Messina Denaro.

In particolare, Massimo Gentile, 51 anni originario di Erice (Trapani), è stato individuato dagli investigatori del ROS, nonostante fosse considerato un insospettabile. Gli inquirenti hanno scoperto che Gentile avrebbe ceduto la propria identità al boss mafioso per permettergli di muoversi indisturbato sul territorio e di gestire le attività del sodalizio criminale. Gentile, che lavora come architetto presso il Comune di Limbiate dal 2019, è stato identificato attraverso un appunto trovato su un’auto.

Le indagini hanno inoltre rivelato il coinvolgimento di Cosimo Leone, tecnico radiologo, che avrebbe garantito al sodalizio mafioso le proprie competenze mediche e l’accesso a strutture sanitarie, facilitando persino il ricovero del boss a seguito dell’insorgenza di una malattia oncologica.

Secondo gli inquirenti, c’è stata una totale omertà attorno alla figura di Messina Denaro e ai suoi contatti durante gli anni di latitanza. Questa omertà trasversale ha ostacolato le indagini, impedendo agli inquirenti di ottenere informazioni anche apparentemente insignificanti. Le autorità sono deluse dall’assenza di collaborazione da parte di medici, operatori sanitari e personale ospedaliero, che hanno avuto contatti con il boss, spesso senza sospettare la sua identità.

L’operazione antimafia ha portato alla luce la complessità delle reti di supporto che circondavano Messina Denaro durante il periodo della sua latitanza, mettendo in evidenza la necessità di un impegno costante delle autorità nella lotta contro il crimine organizzato.

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