lunedì, 15 Aprile 2024

La Crus, oggi fuori il nuovo album “Proteggimi da ciò che voglio”

Un grande e atteso ritorno per la band che ha scritto pagine fondamentali della musica italiana, con un album di inediti prodotto da Matteo Cantaluppi e dagli stessi La Crus. 

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Un grande e atteso ritorno per la band che ha scritto pagine fondamentali della musica italiana, con un album di inediti prodotto da Matteo Cantaluppi e dagli stessi La Crus.

Un disco importante che apre le porte ad ospiti importanti che regalano la loro arte e il loro sapere come accade in 3 di questi 10 brani: Slavoj Zizek, illuminato filosofo, sociologo e politologo sloveno e Vasco Brondi padre del progetto Le Luci Della Centrale Elettrica arricchiscono “La Rivoluzione”. Con Carmen Consoli e Colapesce & Dimartino i La Crus attraversano un ponte virtuale tra passato e presente con le nuove versioni di “Io Confesso” e “Come Ogni Volta”.Il titolo è invece ispirato da “Protect Me From What I Want”, un’opera dell’artista statunitense Jenny Holzer

Nel disco ci sono alcune tematiche ricorrenti come quella del tempo, quella del lavoro, quello dell’angoscia e dello smarrimento sempre più diffusi. 

Il tutto è permeato dalla percezione di una libertà che è illusoria perché è il modo in cui il dominio neoliberista ci assegna lo status di imprenditori di noi stessi, che ci rende di fatto degli schiavi isolati dagli altri, senza nemmeno più un padrone contro cui poterci ribellare. 

Un dominio che ci spinge a desiderare cose da cui invece dovremmo proteggerci.

La sfida ambiziosa nella stesura dei testi è stata quella di far convivere due elementi che possono sembrare in contraddizione. Avere uno sguardo politico e al tempo stesso poetico. Pericoloso ma intrigante, cercando di sfuggire dalla retorica populista con un approccio interiore e profondo. Cercando di evitare sempre e comunque la declamazione dritta per dritta, urlata dentro ad un megafono. Usando sempre e comunque la parola sussurrata, in punta di penna. Coi doppi sensi e le metafore. Ed è per questo che fra di noi, abbiamo ironicamente coniato un nuovo termine che descrive questo lavoro: Canzoni “Polietiche”. 

Politiche, poetiche e soprattutto etiche. 

Sperando che chi ci ha seguiti fin dai primi lavori, e in questi lunghi anni di assenza ci ha continuato ad ascoltare, insieme ad un nuovo e ipotetico pubblico, possa condividere questa visione, questa crescita e consapevolezza, che possa apprezzare e continuare ad emozionarsi, perché queste nuove canzoni, sono il frutto di lunghe riflessioni e di un sincero amore per la musica. Non sappiamo fare altrimenti. 

Entrate a guardarvi dentro e intorno insieme a noi.”  La Crus

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